Crisi climatica: le Chiese chiedono azione e giustizia per il creato
Le Chiese chiedono azione e giustizia climatica, con un appello a governi e comunità religiose.

Il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Consiglio Ecumenico delle Chiese (Wcc), ha lanciato un appello urgente alle comunità religiose e ai governi, alla vigilia del Tempo del Creato, sottolineando che la crisi climatica rappresenta un “ultimo campanello d’allarme”. Le Chiese, afferma, hanno l’enorme potere di trasformare i cuori e di mobilitare azioni concrete per il futuro del pianeta. La sua dichiarazione, fatta il 31 agosto 2026, arriva dopo la partecipazione alla COP30, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, svoltasi a Belém, in Brasile, nel novembre 2025.
Le conseguenze del riscaldamento climatico si fanno sempre più gravi
Bedford-Strohm ha sottolineato che, nonostante le catastrofi climatiche siano già state numerose nei paesi del Sud, le conseguenze del riscaldamento globale stanno colpendo anche i paesi del Nord con intensità crescente. Dalle inondazioni in Nepal alle ondate di calore in Germania, dove oltre 12.000 persone sono morte, il quadro è preoccupante. Il vescovo ha ricordato che le emissioni di CO2 pro capite in Nepal sono solo 0,6 tonnellate, contro le 14 tonnellate degli Stati Uniti, evidenziando una grave ingiustizia climatica. Coloro che hanno contribuito meno al cambiamento climatico ne sono le prime vittime, ha sottolineato.
Le comunità più colpite da una crisi che non hanno causato devono ricevere finanziamenti sotto forma di sovvenzioni, non di prestiti, da parte delle nazioni più ricche. Bedford-Strohm ha ricordato che il Consiglio Ecumenico delle Chiese ha lanciato un decennio di azione per la giustizia climatica, incoraggiando le chiese a farsi portavoce di una trasformazione delle strutture economiche e degli stili di vita. “Non basta sapere a livello intellettuale cosa dobbiamo fare”, ha aggiunto. “Dobbiamo saperlo anche nei nostri cuori e nelle nostre anime.”
Un mese di riflessione e preghiera per il creato
Il mese dedicato al Creato, che inizia il 1° settembre con la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato e si conclude il 4 ottobre, rappresenta un’occasione per riflettere e agire. Bedford-Strohm ha sottolineato che, nonostante le iniziative siano diverse, il comune obiettivo è la difesa della cura del creato. Come possiamo non difendere la cura del creato se confessiamo autenticamente Dio creatore del cielo e della terra? ha chiesto. La sua richiesta è chiara: un impegno concreto, basato sulla fede comune in Gesù Cristo, per un futuro sostenibile per tutti.
Il vescovo ha anche sottolineato l’importanza della speranza come forza motrice per l’azione concreta. Le comunità religiose, con il loro potere di raggiungere i cuori e le anime, possono giocare un ruolo cruciale nella trasformazione delle società. “Come vescovo luterano, traggo molta ispirazione da Francesco d’Assisi”, ha detto, nell’anno in cui si commemora l’ottocentesimo anniversario della sua morte. “E mi unisco al compianto Papa Francesco nel lodare Dio per la bellezza del creato, come fece nella sua potente enciclica Laudato Si’.”
Il mese del Creato, con eventi, tavole rotonde e conferenze sui temi ambientali, rappresenta un’occasione per unire preghiera, conversione ecologica e impegno concreto. Le Chiese, con il loro potere di rete globale, possono diventare un fattore chiave per una trasformazione di successo. Il loro ruolo non deriva dalla forza politica, economica o militare, ma dal potenziale di comunità locali unite da una fede comune. La sfida è trasformare le culture e le società in modo ecologico, non solo a livello intellettuale, ma anche nei cuori e nelle anime.
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