Le elezioni svedesi e la tassa europea sul tabacco: un legame strategico

Le elezioni in Svezia potrebbero influenzare la tassa europea sul tabacco, con un’ipotesi di astensione del governo.

Elezioni in Svezia e dibattito sulla tassa sul tabacco, con focus su snus e prodotti alternativi
Elezioni in Svezia e dibattito sulla tassa sul tabacco, con focus su snus e prodotti alternativi

Le elezioni in Svezia, in programma il 13 settembre, potrebbero influenzare il dibattito sulla tassa europea sul tabacco. Il Paese scandinavo, che finora ha espresso un voto contrario all’introduzione di nuove accise, potrebbe non essere in grado di prendere una posizione chiara dopo il voto, se si dovesse formare un nuovo governo. Questo scenario potrebbe spianare la strada alla revisione delle tasse sul tabacco, un tema cruciale per il Piano europeo di lotta al cancro, che mira a creare la prima generazione “tobacco-free” entro il 2040.

La posizione svedese e lo snus

La Svezia, pur essendo un Paese con un alto consumo di tabacco, si oppone all’introduzione di una tassa su prodotti alternativi come Iqos e bustine di nicotina. Questo è dovuto alla diffusione del snus, un prodotto di tabacco orale che è stato reso legale solo in Svezia e non è soggetto alle stesse regole fiscali degli altri Paesi dell’Unione europea. La posizione svedese si basa sulla convinzione che i prodotti senza combustione non debbano essere tassati come le sigarette tradizionali, che sono considerate più nocive per la salute.

Le istituzioni europee e le organizzazioni sanitarie, invece, sostengono che i prodotti alternativi siano diventati un nuovo canale di dipendenza dalla nicotina. Questo dibattito ha reso il tema delle accise sul tabacco uno dei più controversi nel contesto dell’Unione europea. La Commissione europea ha proposto di estendere il quadro fiscale a prodotti come Iqos e bustine di nicotina, introducendo una nuova accisa minima obbligatoria.

Un accordo in vista a ottobre

La revisione della direttiva europea sulle accise del tabacco è uno dei pilastri del Piano europeo di lotta al cancro, che mira a ridurre il consumo di tabacco al di sotto del 5% della popolazione entro il 2040. L’Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE fino a fine anno, punta a chiudere i negoziati a ottobre. Una delle date chiave potrebbe essere il Consiglio Ecofin del 9 ottobre, quando potrebbe arrivare un voto sulla revisione della direttiva.

Se la Svezia dovesse rimanere impegnata nella formazione del governo, potrebbe scegliere di astenersi. Questo scenario, confermato da fonti diplomatiche, potrebbe rendere più semplice raggiungere un accordo. La Commissione europea, inoltre, ha mantenuto lo snus svedese fuori dal campo di applicazione della proposta, in linea con l’eccezione prevista dall’atto di adesione della Svezia all’UE. La diffusione di prodotti simili allo snus, come le bustine di nicotina, ha dato il via a una battaglia politica sul modo in cui l’Unione europea dovrebbe tassare i prodotti alternativi alle sigarette. La Svezia, con il 23,9% del consumo di tabacco, è al secondo posto nell’UE, dietro soltanto alla Bulgaria. L’Italia, invece, si colloca sotto la media europea, con poco più del 15% della popolazione over 16 che fuma quotidianamente sigarette o usa bustine di nicotina.