L’UE nomina un diplomatico greco a Tripoli, un passo strategico per Roma e l’Europa
L’UE conferisce a un diplomatico greco il ruolo di rappresentante a Tripoli, un passaggio che potrebbe influenzare i rapporti tra Roma e l’Europa.

L’Unione europea ha nominato Alexis Konstantopoulos, un diplomatico greco, a Tripoli, un passo che potrebbe influenzare i rapporti tra Roma e l’Europa. Il diplomatico italiano Nicola Orlando ha concluso il suo mandato alla guida della delegazione europea in Libia, lasciando un’Irini più visibile e un dossier marittimo centrale per l’equilibrio tra Bruxelles, Roma, Atene e Ankara. L’incarico di Konstantopoulos, annunciato a giugno, rappresenta un cambiamento strategico in un contesto in cui l’influenza turca continua a crescere.
Un bilancio legato al ritorno di Irini
Il bilancio di Orlando è strettamente legato al ritorno della missione Irini nel gioco libico. A Tripoli, la missione europea era stata a lungo considerata sbilanciata a favore dell’Est, con la capacità di ispezionare in mare le navi sospettate di trasportare armi verso l’Ovest, ma solo di monitorare i rifornimenti terrestri e aerei destinati alle forze di Khalifa Haftar. Orlando ha progressivamente riaperto il dialogo con Marina e Guardia costiera libiche, contribuendo alla ricostruzione del canale con Bengasi.
La missione Irini ha visto un passo significativo con la formazione di trenta militari a Taranto, un segnale politico in un settore dominato dalla Turchia. Questo progetto ha anche spostato parte della pressione migratoria verso Creta e Gavdos, evidenziando una convergenza di interessi tra Italia e Grecia. Tuttavia, questa politica ha suscitato critiche da parte delle organizzazioni che tutelano i migranti, che hanno contestato la cooperazione con la Guardia costiera libica e un approccio ritenuto più orientato al contenimento delle partenze che alla protezione dei diritti.
Un incidente a Bengasi e una nomina simbolica
Il momento più difficile del mandato di Orlando è stato l’incidente del 8 luglio 2025 a Bengasi, quando lui, il commissario europeo Magnus Brunner e i ministri dell’Interno di Italia, Grecia e Malta non furono ricevuti dalle autorità orientali. Queste ultime tentarono di presentare la visita come un riconoscimento ufficiale del loro governo, ma la delegazione europea rifiutò e fu dichiarata “persona non gradita”. La successiva ripresa dei contatti, fino al progetto del centro marittimo, mostra come Orlando abbia ricostruito il canale con la Cirenaica.
Konstantopoulos eredita un terreno più equilibrato, ma tutt’altro che semplice. I rapporti tra Grecia e Tripoli restano segnati dall’accordo marittimo libico-turco del 2019, contestato da Atene, e dall’incidente del 2022, quando il ministro greco degli Esteri Nikos Dendias rifiutò di scendere dall’aereo a Tripoli. Parallelamente, Atene ha intensificato i rapporti con l’Est, fino al recente incontro tra il premier Kyriakos Mitsotakis e Saddam Haftar. Per l’Italia, la successione può dunque essere letta anche oltre la perdita di una posizione europea. Roma non guida più Eubam Libya, ma conserva il quartier generale di Irini e un peso rilevante nella sua catena di comando. Un ambasciatore greco, interessato a rafforzare la dimensione europea della sicurezza mediterranea e naturalmente attento all’espansione turca, può mantenere diverse convergenze strategiche con Roma.
