Jean-François Leroy, padre del più grande festival di fotogiornalismo al mondo, è morto
Jean-François Leroy, fondatore del festival di fotogiornalismo Visa Pour L’Image, è morto a 69 anni. Il festival continua a Perpignan.

Jean-François Leroy, il fondatore e direttore del Festival di fotogiornalismo Visa Pour L’Image, è morto a 69 anni. Il festival, che si svolge a Perpignan, continua a vivere con la sua forza e determinazione, anche se il suo principale protagonista non è più presente. Leroy ha dedicato 40 anni della sua vita a questa iniziativa, trasformando la città in un punto di incontro per fotografi e professionisti da tutto il mondo. Il suo lavoro ha permesso a migliaia di persone di raccontare guerre, migrazioni, crisi e tragedie attraverso immagini che hanno cambiato la storia.
Un uomo che difendeva i fotografi
Leroy non era solo un organizzatore, ma una voce appassionata e spesso scomoda per un giornalismo che non temeva di mostrare la realtà, anche quando le immagini erano dolorose o disturbanti. Conosceva bene la precarietà del mestiere dei fotografi, avendo visto evolversi il mondo dell’informazione negli anni. Difendeva i professionisti con una passione quasi fisica, spesso scatenando arrabbiature e liti, ma sempre per un’idea precisa: il giornalismo deve verificare, documentare e testimoniare.
La sua voce era sempre presente, anche quando non si aspettava.
Durante le giurie dei premi, Leroy si batté per opere che non erano state riconosciute, come il lavoro di Eugene Richards “War is Personal”, un reportage che metteva in discussione la condizione sociale e fisica dei veterani americani. Per lui, le immagini non erano solo un prodotto, ma un atto di resistenza e di conoscenza. Con la crisi della stampa e la riduzione delle redazioni, i fotografi hanno perso spazio e sicurezza economica, ma Leroy cercò di contrastare questa deriva, sostenendo i reporter attraverso premi e borse di studio.
Un luogo di opportunità e comunità
Perpignan è diventato un luogo dove i fotografi si incontrano, condividono e si confrontano senza filtri. Ogni anno, migliaia di professionisti arrivano in città per raccontare il presente, e oltre 220 mila visitatori hanno reso Visa Pour L’Image uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia di reportage. Per molti di loro, Perpignan è stato il luogo delle prime opportunità, dei primi contatti e delle prime possibilità professionali.
Le immagini non sono solo un prodotto, ma un atto di responsabilità.
Leroy ha sempre ricordato che vedere non significa necessariamente guardare. Una fotografia di guerra non è solo un’immagine, ma una testimonianza. È qualcuno che ha rischiato la propria vita per permettere a qualcun altro di sapere, di conoscere e di eventualmente opporsi. Negli ultimi anni, questa battaglia è diventata più difficile, con l’emergere dei social network, dell’intelligenza artificiale e della manipolazione delle immagini. Ma Leroy non ha mai cambiato idea: il giornalismo deve verificare, documentare e testimoniare. Il festival continua, anche se la sua voce principale non è più presente. Le fotografie saranno appese alle pareti, i proiettori si accenderanno, i fotografi parleranno del loro lavoro, e il pubblico attraverserà ancora una volta le strade di Perpignan. E in mezzo a tutto questo ci sarà inevitabilmente la sua assenza. Ma forse è proprio questo il senso più profondo di quello che ha costruito: fare in modo che, anche quando chi racconta non c’è più, le immagini continuino a parlare.
