Diana Bianchedi nominata capo delegazione della Nazionale: un passo avanti per l’equità nel calcio italiano
Diana Bianchedi, ex atleta e dirigente sportivo, diventa capo delegazione della Nazionale, un ruolo mai ricoperto da una donna.
Diana Bianchedi, 56 anni, ex atleta e dirigente sportivo, è stata nominata capo delegazione della Nazionale di calcio, un ruolo che non era mai stato ricoperto da una donna. La decisione, annunciata da Giovanni Malagò, presidente della Figc, segna un passo significativo verso l’equità nel calcio italiano. La nomina, avvenuta nel giugno 2025, arriva dopo anni di lavoro e dedizione nella gestione di importanti incarichi all’interno del Coni e nel settore sportivo internazionale. La scelta di Bianchedi, che ha già ricoperto ruoli di prestigio in ambito olimpico e internazionale, rappresenta una svolta per il calcio italiano, dove le donne sono sempre state marginalizzate in posizioni di leadership.
Una carriera eccezionale tra sport e dirigenza
Diana Bianchedi ha costruito una carriera straordinaria, che si è sviluppata tra la scherma e la dirigenza. Nata a Milano il 4 novembre 1969, ha iniziato a praticare la scherma giovanile e ha vinto cinque ori mondiali a squadre e due bronzi, oltre a due titoli di campionessa del mondo giovanile e assoluta. Dopo la carriera agonistica, ha scelto di proseguire nel settore sportivo come dirigente, entrando al Coni a soli 31 anni, nel 2001, diventando la prima donna e l’esponente più giovane dell’esecutivo. La sua carriera ha visto la sua nomina a vicepresidente del Coni e la sua collaborazione con Giovanni Malagò, che ha definito la sua scelta come una “rivoluzione culturale”.
Un legame forte con Malagò e il sogno olimpico
Il rapporto tra Diana Bianchedi e Giovanni Malagò è stato fondamentale per la sua carriera. Dopo la nomina di Malagò al Coni nel 2013, Bianchedi ha continuato a svolgere ruoli chiave, contribuendo al successo del progetto olimpico di Roma 2024 e alla candidatura di Milano Cortina 2026. La sua capacità di tessere relazioni e di promuovere l’Italia sul piano internazionale ha reso il loro sodalizio un punto di riferimento per l’olimpismo italiano. La nomina a capo delegazione della Nazionale è il frutto di questa collaborazione, che ha visto Bianchedi coinvolta in diversi progetti di alto livello, tra cui la gestione del Comitato promotore per i Giochi del 2026.
La sua esperienza non si limita al settore sportivo: Bianchedi ha svolto attività di docente presso la Scuola dello Sport del Coni, ha partecipato a commissioni ministeriali per la lotta al doping e la tutela della salute, e ha fondato un network internazionale di medicina riabilitativa riconosciuto dalla Fifa. Questo curriculum, arricchito da una formazione universitaria in medicina e chirurgia, le ha permesso di occupare posizioni di prestigio e di guadagnare la fiducia di istituzioni e leader sportivi.
Un ruolo simbolo per il calcio italiano
La nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale rappresenta un simbolo di progresso per il calcio italiano, dove le donne sono state tradizionalmente escluse da ruoli di leadership. La sua nomina è il primo passo verso un’equità maggiore nel settore, un’ambizione che Malagò ha espresso chiaramente in passato. La scelta di Bianchedi, che ha già ricoperto ruoli di alto livello in ambito olimpico e internazionale, dimostra la volontà di aprire le porte al genere femminile in posizioni chiave. La sua esperienza, la sua capacità di lavoro e la sua reputazione internazionale fanno di lei una figura di riferimento per il calcio italiano.
- Nata a Milano nel 1969, Diana Bianchedi ha vinto cinque ori mondiali a squadre.
- Ha ricoperto ruoli di prestigio al Coni e nel settore sportivo internazionale.
- Ha collaborato con Giovanni Malagò per il progetto olimpico di Roma 2024.
- È la prima donna a ricoprire il ruolo di capo delegazione della Nazionale maschile.
La sua nomina non è solo un riconoscimento del suo lavoro, ma anche un segnale di cambiamento per il calcio italiano. Un’opportunità per mostrare che il genere femminile può occupare posizioni di leadership nel settore sportivo, dove le donne sono sempre state marginalizzate. La carriera di Diana Bianchedi è un esempio di come la dedizione, l’esperienza e la capacità di lavoro possano portare a risultati straordinari, anche in settori tradizionalmente maschili.
