Mancini e Ranieri presentano il nuovo progetto per il calcio italiano: obiettivo riportare la Nazionale in alto
Mancini e Ranieri si presentano come nuovo ct e direttore tecnico della Figc: obiettivo riportare l’Italia in alto.

Il 29 luglio 2026, Roberto Mancini e Claudio Ranieri si sono presentati ufficialmente come nuovo commissario tecnico e direttore tecnico della Figc, con l’obiettivo di riportare la Nazionale italiana ai vertici del calcio mondiale. La scelta di Mancini, ex calciatore e allenatore, e di Ranieri, ex allenatore della Roma e del Leicester, segna un cambio di rotta per il calcio italiano, che cerca di ripartire dopo anni di difficoltà. La presentazione, tenutasi in conferenza stampa, ha visto entrambi sottolineare l’importanza del lavoro a lungo termine e la necessità di un impegno condiviso tra tutti i settori del calcio.
Un progetto a lungo termine
Roberto Mancini, il nuovo ct, ha espresso la sua ambizione di vincere e giocare bene, cercando di rimediare al periodo di assenza dalla panchina azzurra. «Cercherò di far giocare così bene la nazionale, così che i tifosi mi perdonino», ha detto, riconoscendo la responsabilità del ruolo. Mancini ha anche ammesso che ci sono giocatori forti, anche giovani, e che la squadra dovrà dare fiducia a questi talenti. «Bisogna dare loro fiducia: se li facciamo giocare insieme ci daranno soddisfazioni», ha sottolineato, indicando una strategia basata sulla collaborazione e sull’esperienza.
Il lavoro non è facile, ma la motivazione è alta. Mancini ha anche ricordato l’importanza della maglia azzurra, che per lui è come la donna della vita. «La maglia azzurra è come la donna della vita», ha detto, sottolineando l’importanza emotiva e simbolica del ruolo. La sua ambizione è chiara: «Sono qui per riportare l’Italia dove merita», ha dichiarato, mostrando la sua determinazione a fare bene e a rimediare al periodo di assenza.
Ranieri: meno tattica, più tecnica
Claudio Ranieri, il nuovo direttore tecnico, ha presentato la sua visione per il calcio italiano, mettendo al centro la tecnica individuale e la formazione giovanile. «L’Italia vince nelle giovanili grazie alla tattica, ma bisogna lavorare sulla tecnica di base», ha detto, spiegando che il problema principale è la mancanza di base tecnica nei calciatori. Ranieri ha anche chiarito che le parole di Paolo Maldini, che avevano suscitato polemiche, non erano un invito a attendere dieci anni, ma un invito a investire nella formazione dei giovani. «Quando Maldini ha detto ‘ci vorranno dieci anni’ è stato frainteso: intendeva che ci sono giocatori che vanno ristrutturati dalla base», ha spiegato, sottolineando l’importanza di un lavoro a lungo termine.

Il calcio italiano ha bisogno di un cambio di rotta. Ranieri ha anche sottolineato l’importanza del lavoro nei settori giovanili, sottolineando che i risultati ottenuti dalle selezioni azzurre non devono nascondere i problemi nella formazione individuale dei calciatori. «Bisogna lavorare sulla tecnica, sui ragazzi e sulla loro crescita», ha detto, indicando una strategia che mira a migliorare la base tecnica e a favorire la crescita dei talenti. Inoltre, ha espresso la sua convinzione che i giocatori giovani possano essere lanciati a partire da un’età più precoce, con l’obiettivo di creare una squadra più forte e competitiva.
Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha ribadito l’importanza di un lavoro condiviso tra tutti i settori del calcio. «Tutti devono remare dalla stessa parte, anche la politica», ha detto, sottolineando che il calcio italiano ha bisogno di collaborazione e di impegno da parte di tutti. Malagò ha anche espresso la sua soddisfazione per la scelta di Mancini e Ranieri, ritenendo che siano la giusta combinazione per il futuro del calcio italiano. «Sono molto felice. Mancini condiviso con Ranieri», ha detto, indicando che la collaborazione tra i due è fondamentale per il successo del progetto.
