Cina e India avanzano su confine conteso: intesa preliminare dopo l’offensiva anti Iran di Trump

Cina e India raggiungono un’intesa preliminare sul confine conteso dopo l’offensiva anti Iran di Trump, che potrebbe favorire il riavvicinamento tra i due rivali asiatici.

Due leader asiatici discutono di gestione del confine conteso, con segnali di miglioramento delle relazioni
Due leader asiatici discutono di gestione del confine conteso, con segnali di miglioramento delle relazioni

La Cina e l’India stanno avanzando su un tema di lunga data: la gestione del confine conteso. Il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro indiano Narendra Modi si preparano a un vertice atteso, con Xi che tornerà in India per la prima volta dal 2019, in occasione del summit annuale dei BRICS in programma il 12 e 13 settembre. L’intesa preliminare raggiunta tra i due paesi, in parte influenzata dall’offensiva anti Iran di Donald Trump, rappresenta un passo significativo nel loro rapporto, che ha visto un miglioramento dopo anni di tensioni.

Intesa preliminare su confine conteso

La collaborazione tra Pechino e Nuova Delhi si basa su un accordo di otto punti, che mira a stabilizzare la gestione del confine, pur senza risolvere le questioni di demarcazione e delimitazione. L’intesa, raggiunta tra il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il consigliere per la Sicurezza nazionale indiano Ajit Doval, preluderebbe a colloqui tra Xi e Modi. Nonostante non elimini le divergenze su una frontiera lunga circa 3.800 chilometri, il passo è rilevante e segna un cambiamento nella relazione tra i due giganti asiatici.

La situazione ha reso necessario un compromesso operativo, che permetta di stabilizzare il confine abbastanza da poter riaprire altri dossier. L’intesa dimostra la volontà politica di produrre un risultato concreto, pur rimanendo in una fase preliminare. Il vertice tra Xi e Modi, previsto in India, potrebbe diventare il segnale più importante del disgelo iniziato dopo l’accordo di disimpegno militare del 2024 e proseguito con il viaggio di Modi in Cina nel 2025.

La collaborazione tra i due paesi si basa su un accordo di otto punti, che mira a stabilizzare la gestione del confine.

Effetti dell’offensiva anti Iran di Trump

L’offensiva anti Iran di Trump ha reso più urgente la convergenza tattica tra Cina e India. La Cina, principale acquirente del petrolio iraniano, e l’India, esposta alle sanzioni secondarie, si trovano di fronte a una minaccia comune. La coercizione commerciale americana sui loro acquisti di greggio russo ha messo entrambi di fronte a scelte strategiche. L’offensiva di Washington ha offerto a Pechino e Nuova Delhi un motivo per andare più d’accordo, almeno per mostrare di farlo.

La situazione ha reso necessario un compromesso operativo, che permetta di stabilizzare il confine abbastanza da poter riaprire altri dossier. L’intesa dimostra la volontà politica di produrre un risultato concreto, pur rimanendo in una fase preliminare. Il vertice tra Xi e Modi, previsto in India, potrebbe diventare il segnale più importante del disgelo iniziato dopo l’accordo di disimpegno militare del 2024 e proseguito con il viaggio di Modi in Cina nel 2025.

La collaborazione tra i due paesi si basa su un accordo di otto punti, che mira a stabilizzare la gestione del confine.

La rivalità interna tra Cina e India ha finora rappresentato il principale limite operativo delle due piattaforme multilaterali non occidentali, come la SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) e i BRICS. L’offensiva americana contro l’Iran rende più urgente la convergenza tattica tra i due paesi. La collaborazione su questioni come il confine conteso potrebbe avere ripercussioni significative anche sulla proiezione di queste organizzazioni internazionali. Il vertice tra Xi e Modi, previsto in Kirghizistan il 1° settembre, segnerà un ulteriore passo avanti nel processo di normalizzazione delle relazioni. La visita di Xi in India, dopo sette anni, potrebbe rappresentare un momento chiave per il futuro delle relazioni tra i due paesi, con un impatto potenzialmente rilevante a livello geopolitico.