Autistici/Inventati, il collettivo italiano antifascista accusato di terrorismo dagli USA
Gli Stati Uniti hanno incluso Autistici/Inventati nel registro delle organizzazioni terroristiche, ma il collettivo si difende con un impegno digitale e antifascista.

Il governo degli Stati Uniti ha incluso il collettivo italiano Autistici/Inventati (A/I) nell’elenco delle organizzazioni considerate terroristiche, un provvedimento che ha suscitato reazioni immediate da parte del gruppo. L’annuncio, reso pubblico dal segretario di Stato Marco Rubio, è parte di un provvedimento che colpisce tre realtà internazionali accusate di supportare reti violente dell’estrema sinistra. Secondo Washington, A/I avrebbe fornito infrastrutture e strumenti digitali a gruppi radicali, permettendo loro di comunicare e organizzarsi in modo anonimo. Il collettivo, però, si presenta come un progetto di attivismo digitale nato per garantire strumenti di comunicazione liberi e indipendenti.
Un progetto di attivismo digitale
Autistici/Inventati nasce nel 2001, dall’incontro tra persone e collettivi dell’area antagonista e anticapitalista interessati alla tecnologia e ai diritti digitali. Le sue origini sono legate a Indymedia Italia, la rete di informazione indipendente che durante il G8 di Genova raccontò le proteste e gli eventi di quei giorni attraverso una rete di giornalisti e attivisti. Da quell’esperienza prende forma un collettivo che decide di costruire strumenti per permettere ad altri gruppi di comunicare senza affidarsi alle piattaforme commerciali.
Il progetto si basa sul software libero, sulle licenze aperte e sull’autogestione: il collettivo non ha sponsor e sostiene le proprie attività attraverso contributi volontari. Non esiste un coordinatore né un portavoce e le decisioni vengono prese collettivamente. A/I offre posta elettronica, spazio web, blog, mailing list e altri servizi online ad attivisti e collettivi. Negli ultimi anni alcuni componenti del collettivo hanno collaborato anche con Acs Italia al progetto Gazaweb, che ha realizzato gli «Alberi della rete», sistemi utilizzati per riportare la connessione internet in alcune zone della Striscia di Gaza.
Le accuse americane e la risposta del collettivo
La decisione degli Stati Uniti è una misura adottata dal governo americano e non una condanna pronunciata da un tribunale italiano. La decisione americana, comunque, non equivale a una condanna da parte di un tribunale italiano, ma produce effetti concreti nei rapporti con soggetti e beni sottoposti alla giurisdizione degli Stati Uniti. Il collettivo ha risposto con un comunicato sul proprio sito: «Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni», scrive il collettivo.
Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra. L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità. Il collettivo ha ribadito che la sua attività è volta a fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente. Non esiste un coordinatore né un portavoce e le decisioni vengono prese collettivamente. Il progetto si basa sul software libero, sulle licenze aperte e sull’autogestione: il collettivo non ha sponsor e sostiene le proprie attività attraverso contributi volontari.
