L’Italia utilizza i fondi Safe per acquistare armi e sistemi difensivi, Meloni evita il voto in Parlamento
L’Italia utilizza i fondi Safe per acquistare armi e sistemi difensivi, Meloni evita il voto in Parlamento

L’Italia ha deciso di utilizzare i fondi Safe per finanziare investimenti in difesa già pianificati, evitando un voto in Parlamento. Il governo Meloni ha attivato prestiti per 8,9 miliardi di euro, destinati a acquistare carri armati, navi, sistemi antimissile e altri equipaggiamenti militari. L’obiettivo è coprire spese pluriennali già programmate, generando risparmi per altre voci del bilancio. La scelta è stata resa nota dopo mesi di dibattito e indecisioni, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che aveva annunciato la decisione in precedenza. La decisione evita un dibattito in Parlamento, dove si prevedevano opposizioni da parte di esponenti di destra e centri. Il governo ha optato per un approccio pragmatico, evitando un passaggio politicamente rischioso in vista delle elezioni.
Investimenti in difesa già pianificati
I fondi Safe saranno utilizzati per acquistare sistemi di difesa aerea, fregate, carri armati e mezzi blindati, nonché per l’acquisto di elicotteri d’attacco e aerei da addestramento. Tra i progetti previsti, si annoverano l’impianto missilistico antinave Teseo e il sistema di difesa antiaerea a corto raggio Skynex, entrambi prodotti da Fincantieri e Leonardo. Il Fatto Quotidiano ha segnalato anche la possibilità di una nuova commessa per 24 Eurofighter, mentre il Corriere ha escluso l’acquisto di sommergibili. Tutti i progetti sono già stati approvati e pianificati, garantendo un utilizzo efficiente dei fondi. Il governo ha scelto di concentrarsi su investimenti già approvati, evitando di aprire nuove discussioni. Questo approccio ha permesso di evitare un dibattito in Parlamento, dove si prevedevano opposizioni. L’obiettivo è stato quello di generare risparmi per altre voci del bilancio, senza incrementare le spese militari.
Un utilizzo pragmatico dei fondi
Il governo ha optato per un utilizzo pragmatico dei fondi Safe, concentrando l’attenzione su investimenti già pianificati. Questo ha permesso di evitare un dibattito in Parlamento, dove si prevedevano opposizioni. L’obiettivo è stato quello di generare risparmi per altre voci del bilancio, senza incrementare le spese militari. La scelta di non sottoporre il dossier al voto ha anche evitato un confronto con esponenti di destra e centri, che avevano espresso preoccupazioni per l’incremento delle spese.
La Commissione europea aveva sperato in un utilizzo più ambizioso dei fondi Safe, ma il clima pre-elettorale ha portato il dossier in una direzione diversa. Il governo Meloni ha scelto di concentrarsi su investimenti già approvati, evitando di aprire nuove discussioni. Questo approccio ha permesso di evitare un dibattito che avrebbe potuto diventare caotico, soprattutto in un momento in cui il Paese è impegnato in altre questioni di rilevanza nazionale.
