L’Italia prenota 14,9 miliardi del Safe per rafforzare la difesa
L’Italia ha prenotato 14,9 miliardi del fondo Safe per investimenti in difesa, ma non è ancora chiaro quanti saranno utilizzati entro la fine dell’anno.

L’Italia ha prenotato 14,9 miliardi di euro del fondo Safe, uno strumento finanziario europeo per gli investimenti in difesa, ma non è ancora chiaro quanti di questi saranno utilizzati entro la fine dell’anno. L’annuncio è stato fatto durante un’audizione parlamentare da parte del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collaborazione con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il governo ha deciso di prenotare il prestito, che sarà restituito in 45 anni a tasso agevolato, per potenziare la difesa entro il 2030.
Fondi Safe: cos’è e come funziona
Il fondo Safe, creato dall’Unione europea, è destinato a finanziare progetti di difesa comuni tra Paesi membri e partner non UE. L’Italia ha presentato una richiesta di 14,9 miliardi di euro, che è stata accettata da Bruxelles. Tuttavia, il contratto esecutivo è ancora in attesa di firma, a causa di un dibattito interno all’esecutivo. La Commissione europea sta pressando i Paesi per chiudere i contratti entro la fine dell’anno, in modo da poter riallocare eventuali risorse non utilizzate. Il fondo è stato creato per rispondere alle nuove sfide di sicurezza, come quelle poste dalla Russia e da altre minacce globali. L’Italia, insieme ad altri Paesi, ha presentato domande per un totale di 150 miliardi di euro, ma non tutti i Paesi hanno richiesto fondi. Ad esempio, la Germania non ha presentato domanda, in quanto ha un rating elevato e può indebitarsi a tassi più convenienti sui mercati.
Utilizzo dei fondi e progetti futuri
Il governo italiano ha chiarito che utilizzerà solo una parte dei 14,9 miliardi prenotati, probabilmente tra i 6 e i 9 miliardi. La decisione finale sarà presa entro la fine dell’anno, in base a una valutazione tecnica e finanziaria. I fondi saranno utilizzati per rafforzare la capacità industriale e operativa dell’Italia, in linea con le priorità strategiche dell’Unione europea.

Già alcuni Paesi hanno ricevuto i primi pagamenti del fondo Safe. La Polonia, ad esempio, ha ricevuto 6,6 miliardi di euro, che saranno utilizzati per finanziare 139 progetti, tra cui la produzione di batterie anti-droni in collaborazione con la Norvegia. Altri Paesi, come la Grecia, la Lituania, la Croazia e Cipro, hanno ricevuto somme iniziali, ma non hanno ancora ottenuto l’intero importo richiesto. La Commissione europea ha sottolineato l’importanza di chiudere i contratti entro la fine dell’anno, per evitare che le risorse non utilizzate vengano riallocate. Questo obiettivo è legato all’urgenza di trasformare gli investimenti in capacità operative comuni, essenziali per la sicurezza dell’Unione europea nei prossimi anni.
La difesa è diventata più complessa
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che la NATO è cambiata negli ultimi anni, e la difesa è diventata più complessa. Il mondo è cambiato, e le prospettive della NATO sono completamente diverse da quelle del passato. Questo ha portato l’Italia a rivedere la sua strategia di difesa, puntando su investimenti comuni e collaborazioni internazionali. Il fondo Safe rappresenta quindi una risposta alle nuove sfide, non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione europea. La sua utilizzazione sarà un elemento chiave per rafforzare la sicurezza collettiva e la capacità industriale comune, in un contesto internazionale sempre più incerto.
