Tajani conferma la posizione di Forza Italia: non cambia su intercettazioni e preferenze, ma il governo non rischia

Forza Italia non cambia posizione su intercettazioni e preferenze, ma Tajani sottolinea che il governo non è in pericolo. La legge elettorale va bene così com’è, secondo il leader azzurro.

Antonio Tajani esce da Palazzo Madama, mentre i senatori di Forza Italia si riuniscono per discutere la legge elettorale
Antonio Tajani esce da Palazzo Madama, mentre i senatori di Forza Italia si riuniscono per discutere la legge elettorale

Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, ha confermato che la posizione del partito su intercettazioni e preferenze non cambia, anche se la discussione al Senato si preannuncia complessa. La vigilia della riunione del gruppo azzurro ha visto Tajani parlare con il Fatto Quotidiano, sottolineando che la legge elettorale va bene così com’è, come approvata alla Camera. Il leader azzurro ha anche ribadito che il governo non è in pericolo, nonostante le tensioni interne.

La legge elettorale va bene così com’è

“La legge elettorale va bene così com’è perché il centrodestra ha approvato il testo attuale”, ha affermato Tajani, riferendosi all’approvazione alla Camera. Il leader azzurro ha ribadito che la sua posizione è chiara e non cambierà, anche di fronte all’emendamento proposto da Fratelli d’Italia per allargare l’utilizzo delle intercettazioni a nuove tipologie di reato. “Non so neanche se sono poi ammissibili gli emendamenti, vedremo però la nostra posizione non è cambiata e non cambia”, ha aggiunto. La discussione sulle preferenze, però, potrebbe diventare un punto di tensione all’interno della maggioranza. La proposta di Fratelli d’Italia, che prevede di inserire l’emendamento nel decreto in discussione al Senato, ha suscitato preoccupazioni tra i senatori azzurri. “Se FdI presenta l’emendamento valuterà il gruppo, ma per noi è ok il testo della Camera”, ha spiegato Tajani, mantenendo un atteggiamento cauto.

Il pasticcio sul fondo Safe

Un altro tema di discussione è stato il fondo Safe, con Tajani che ha chiarito che l’Italia ha “prenotato” 14,9 miliardi, ma ne utilizzerà “meno” di quanto inizialmente dichiarato. La precisazione arriva in un momento in cui il governo è in discussione sull’uso dei fondi, con Crosetto favorevole e Giorgetti contrario. “Decideremo a settembre insieme allo scostamento di bilancio per i fondi della Difesa, ma è una decisione tecnica e non politica”, ha detto Crosetto, sottolineando che si tratta di una forma di finanziamento.

Antonio Tajani esce da Palazzo Madama, mentre i senatori di Forza Italia si riuniscono per discutere la legge elettorale, immagine di approfondimento

La situazione è resa ancora più complessa dalla riunione del gruppo Forza Italia al Senato, che si annuncia delicata. Stefania Craxi, capogruppo azzurra, ha avuto un breve faccia a faccia con Tajani, in cui il leader ha cercato di convincerla a “non esagerare” nel dibattito interno. La tensione potrebbe crescere se i senatori non riusciranno a trovare un accordo su come gestire le preferenze e la legge elettorale.

Un governo che non rischia

Nonostante le tensioni, Tajani ha sottolineato che il governo non è in pericolo. “Siamo vivi e vegeti – ha detto – la legge va bene così com’è, e risponde a un obiettivo preciso: dare stabilità di governo, e quindi economica, al Paese”. Il leader azzurro ha anche ribadito che la chiave della riforma è la stabilità, e che le preferenze sono un dettaglio rispetto all’obiettivo principale. La riunione del gruppo al Senato potrebbe però mettere a rischio la coesione interna, con il rischio di ammutinamenti che potrebbero provocare una nuova spaccatura all’interno della maggioranza. Per ora, però, Forza Italia sembra mantenere una posizione unita, anche se le prossime settimane potranno rivelarsi decisive per il futuro del governo.