Marco Vecchiato muore dopo 11 giorni di agonia: il 26enne era ricoverato in seguito a un grave incidente in moto sul Passo Cereda
Marco Vecchiato, 26 anni, muore dopo 11 giorni di agonia a causa di un grave incidente in moto sul Passo Cereda.

Marco Vecchiato, 26 anni, è morto dopo 11 giorni di agonia a causa delle gravi lesioni riportate in seguito a un incidente stradale in moto sul Passo Cereda, alla vigilia di Ferragosto. Il giovane, residente a Massanzago, era stato ricoverato venerdì 14 agosto e aveva lottato per la vita in terapia intensiva all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove si è spenta la speranza. La tragedia ha colpito una comunità intera, che ha seguito con dolore la lotta del ragazzo, con la famiglia e i cari che hanno pregato e sperato per un miracolo. La morte è avvenuta martedì, dopo un periodo di sofferenza estenuante.
Una vita intensa e un destino triste
Marco Vecchiato, che avrebbe compiuto 27 anni il 1 novembre, era una mente brillante e un’anima profondamente legata alle sue passioni, soprattutto la musica. Come dj, ha animato numerose manifestazioni locali, tra cui la tradizionale Fiera di Arsego. Lavorava come impiegato tecnico nella prestigiosa scuderia dell’Antonio Carraro Spa, a Campodarsego, un punto di riferimento mondiale nel settore dei trattori compatti. La notizia del suo incidente e della sua scomparsa ha raggelato gli animi e i cuori dei suoi colleghi.
La sua morte ha lasciato un vuoto enorme nella comunità e nella famiglia. La famiglia, composta da mamma Monica, papà Giovanni, il fratello Matteo e la fidanzata Maja, ha espresso dolore e disperazione per la scomparsa del ragazzo. La comunità ha accolto con empatia la notizia, condividendo il lutto e la tristezza per la perdita di un giovane così promettente.
Le circostanze dell’incidente
L’incidente si è verificato intorno alle 12.30 del giorno 14 agosto, lungo la strada provinciale 347, nel territorio del Primiero, mentre Marco viaggiava in direzione di Passo Cereda. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, il ventiseienne ha perso improvvisamente il controllo della sua motocicletta, uscendo di strada e finendo rovinosamente a terra nell’erba. Sull’asfalto non sono stati trovati segni di frenata o di possibili impatti con altri veicoli, quindi l’ipotesi principale è che il 26enne sia caduto da solo.
La velocità con cui si è verificato l’incidente ha lasciato poco tempo per intervenire. A dare l’allarme sono stati alcuni automobilisti di passaggio, che hanno notato il corpo del giovane riverso a terra e hanno immediatamente allertato i soccorsi. Non vedendolo arrivare, dopo dieci minuti è tornato indietro e si è trovato di fronte all’incidente. I primi a giungere sul posto sono stati i vigili del fuoco di Primiero, seguiti tempestivamente dall’elisoccorso decollato da Trento con a bordo il medico rianimatore.
Dopo le prime e frenetiche manovre di stabilizzazione eseguite direttamente sul posto, Marco è stato trasferito d’urgenza in codice rosso all’ospedale Santa Chiara di Trento. Nonostante il ricovero immediato in terapia intensiva, le condizioni del ventiseienne sono apparse sin da subito disperate e gravissime. Una volta avvenuto il decesso, la procura di Trento ha dato il via libera alla celebrazione del funerale, senza ritenere necessaria l’autopsia. La famiglia ha dato il consenso, come voleva Marco, all’espianto degli organi. L’ultimo saluto a Marco sarà celebrato sabato 29 alle 10 nella chiesa parrocchiale di Massanzago. Per desiderio della famiglia, all’esterno della chiesa saranno raccolte donazioni e offerte a favore della Città della Speranza.
