Lupo predatore in aumento, 17 pecore uccise a Cansiglio: allevatori in crisi

Lupo predatore in aumento, 17 pecore uccise a Cansiglio: allevatori in crisi

Lupo predatore in aumento, 17 pecore uccise a Cansiglio: allevatori in crisi
Lupo predatore in aumento, 17 pecore uccise a Cansiglio: allevatori in crisi

Un branco di lupi ha attaccato un allevamento di pecore a Cansiglio, uccidendo 17 animali e ferendone altre cinque, causando un grave danno economico e ambientale. L’episodio, riferito da Milo Veronese, responsabile per la provincia di Belluno dell’Arav, ha suscitato preoccupazione tra gli allevatori locali, che vedono un aumento delle predazioni e un progressivo abbandono della montagna. L’incidente si è verificato nella zona di Le Rotte, a cavallo tra i comuni di Fregona e Belluno, e ha messo in evidenza la crescente minaccia rappresentata dal lupo, protetto da leggi europee.

Le predazioni in aumento e il rischio per l’ambiente

Veronese ha spiegato che il lupo, in passato predatore di cervi, sta ora adattando i suoi comportamenti a causa della riduzione del numero di questi animali. «La prima causa è che molti cervi sono stati predati, la seconda è che molti allevatori hanno abbandonato la zona, e infine, le aziende hanno recintato le coltivazioni per evitare che i cervi si cibassero dell’erba coltivata», ha detto. Questo ha portato a un aumento delle predazioni su pecore e asini, con conseguenze gravi per gli allevatori. Se vincerà il lupo, la montagna verrà abbandonata, ha sottolineato Veronese, mettendo in luce il rischio ambientale legato all’abbandono delle aree montane.

Le conseguenze economiche e l’incertezza sugli strumenti di difesa

La predazione ha causato un danno economico considerevole, con la perdita di 17 pecore e la necessità di soppresse altre cinque. «Il titolare quasi piangeva», ha raccontato Veronese, descrivendo la reazione degli allevatori di fronte alla strage. Inoltre, i recinti elettrificati, considerati uno strumento di difesa, non sembrano sufficienti. «I recinti elettrificati evidentemente non bastano», ha osservato Veronese, sottolineando l’incertezza sugli strumenti di protezione. Inoltre, i cani da guardiania, se non adeguatamente addestrati, potrebbero mettere in pericolo i turisti che visitano la zona, con conseguenze legali e economiche per i titolari.

La situazione ha reso gli allevatori sempre più preoccupati, con alcuni che hanno già abbandonato l’attività. «In Alpago ci sono già molti allevatori che allevavano 10-15 pecore e che hanno gettato la spugna», ha spiegato Veronese. Questo fenomeno sta portando a un progressivo abbandono della montagna, con conseguenze negative per l’ambiente e per la comunità locale. Siamo impotenti perché il lupo è protetto da leggi europee, ha concluso Veronese, mettendo in luce la complessità della situazione. La questione del lupo e delle sue predazioni rimane un tema dibattuto, con gli allevatori che chiedono maggiore attenzione e supporto per proteggere le loro attività. «Siccome questo allarme è stato lanciato più volte, nessuno si lamenti se poi la pianura dovesse soffrire le conseguenze indirette dell’abbandono della montagna», ha aggiunto Veronese, sottolineando l’importanza di un approccio condiviso e responsabile.