Medaglie in atletica e nuoto, il Sud è assente. Bragagna: “Manca una filiera tecnica”
Medaglie in atletica e nuoto, il Sud è assente. Bragagna: “Manca una filiera tecnica”

La crescita esponenziale dell’atletica e del nuoto in Italia si misura in numeri: 67 atleti azzurri hanno vinto medaglie agli ultimi Europei, ma solo 6 provengono dal Sud, il 9% del totale. Mentre il Nord e il Centro si dividono il resto, con il Nord che rappresenta il 55,2% e il Centro il 25,4%. Questo dato, sottolineato da Franco Bragagna, commentatore sportivo e storico voce Rai, mette in luce una diseguaglianza geografica nel sistema sportivo italiano. Bragagna, in un’intervista, ha sottolineato che il problema non è solo la mancanza di strutture, ma anche la mancanza di una filiera tecnica che permetta di individuare e accompagnare i talenti nel Sud. Il caso di Mohamed Soudassi, atleta marocchino che ha vinto l’oro nella 4×400 metri, è stato presentato come un esempio eclatante di come un talento possa emergere anche in contesti apparentemente marginali.
Il Sud non è solo un problema di strutture
Secondo Bragagna, il problema del Sud non si riduce alle infrastrutture sportive, ma riguarda un sistema più complesso. “Non sono solo le strutture. Bisogna andare sul posto, manca una filiera tecnica”, ha detto. L’analisi dei dati suggerisce che il talento esiste, ma non viene colto o accompagnato in modo adeguato. “Il fatto che tu non lo sappia vuol dire che il sistema dell’attività motoria, dell’educazione fisica, della ginnastica non funziona, o funziona male”, ha aggiunto. L’atletica e il nuoto, a differenza di altri sport, hanno un risultato facilmente misurabile, il che rende più visibile il divario tra le regioni. Il tempo è quello, ha sottolineato Bragagna, riferendosi al fatto che il talento può essere identificato attraverso prestazioni chiare e misurabili.
Un sistema scolastico che non aiuta
Un altro fattore che contribuisce al divario è il sistema scolastico, che non promuove l’attività motoria in modo efficace. “Il sistema dell’educazione fisica non funziona o funziona male”, ha sottolineato Bragagna. L’incapacità di riconoscere e sviluppare il talento nei ragazzi, sia al Nord che al Sud, è un problema che va affrontato. L’abilità dell’insegnante di educazione fisica di avere l’occhio giusto per vedere il ragazzo giusto è calata, ha aggiunto. Questo fenomeno si accompagna a una mancanza di supporto per i giovani che mostrano potenziale, anche se non siamo ancora al punto in cui il talento non viene riconosciuto.
Il caso di Soudassi, atleta marocchino che ha scoperto il proprio talento in spiaggia, è stato presentato come un’eccezione. “Lui scopre per caso di essere papabile per fare uno sport che è il più banale del mondo”, ha detto Bragagna. Questo caso ha messo in luce come un talento possa emergere in contesti inaspettati, ma anche come il sistema non è in grado di coltivare e sviluppare tali potenzialità in modo sistematico. “L’Italia vince grazie alla multiculturalità”, ha sottolineato Bragagna, riferendosi al fatto che la pratica dell’atletica è più accessibile per le famiglie immigrate, che spesso hanno una propensione a insegnare ai figli a correre o nuotare.
- 67 atleti azzurri medagliati negli Europei
- 37 nati nel Nord, 17 nel Centro, 6 nel Sud
- Il Sud rappresenta il 9% dei medagliati
- Il caso di Soudassi è visto come un’eccezione
- Il sistema scolastico non aiuta a coltivare il talento
