Ilva in crisi e inflazione in aumento: Urso non trova soluzioni

Ilva in crisi e inflazione in aumento: Urso non trova soluzioni

Sciopero dei lavoratori dell'Ilva, inflazione in aumento, governo senza soluzioni
Sciopero dei lavoratori dell’Ilva, inflazione in aumento, governo senza soluzioni

Ilva in crisi e inflazione in aumento: Urso non trova soluzioni

Il giorno dello sciopero, l’ennesimo, dei lavoratori dell’ex Ilva, segna un ulteriore momento di tensione nel settore siderurgico italiano. Mentre l’inflazione continua a salire e il prezzo della benzina rimane alto, il governo non sembra trovare risposte concrete. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, dopo quattro anni di mandato, si trova a fronteggiare un bilancio disastroso, con il dossier dell’Ilva e della gestione energetica in bilico.

Il governo non ha individuato una reale soluzione
L’interlocutore principale dei sindacati è un governo senza un’idea di politica industriale né una visione sulle strategie energetiche. Così il paese è alle prese con due emergenze slegate tra loro ma che confermano come la realtà alla fine presenti il conto al di là di ogni propaganda: i livelli altissimi del prezzo dei carburanti, contro cui lo sconto sul gasolio è ininfluente, e appunto il futuro in bilico dell’ex Ilva, pilastro della produzione siderurgica italiana.

Urso e la mancanza di interventi strutturali

Sul piano strutturale non c’è stato alcun intervento sulle accise: la vecchia promessa di Meloni, fatta nel 2019 in un video sui social, è rimasta tale. Anche sul tema dell’inflazione, l’operato di Urso non aveva lasciato tracce. La fine repentina del “carrello tricolore” (per contenere i prezzi dei beni di prima necessità), lanciato alla fine del 2023, è stata significativa. Sul prezzo della benzina il governo continua a fare spallucce, scaricando tutta la responsabilità sulla situazione geopolitica.

La mancanza di una politica industriale chiara
L’unico modo per far sentire la propria voce e chiedere garanzie dopo gli ennesimi vertici a Palazzo Chigi senza un’indicazione sul futuro è il sciopero. Il governo guidato da Giorgia Meloni paga l’inerzia su questioni fondamentali ignorate e spesso rinviate. Martedì prossimo è atteso un nuovo incontro con i sindacati, che presenteranno le loro richieste. «Ma non faremo mai trattative alle spalle dei lavoratori», dice a Domani Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Cgil. La situazione dell’Ilva rappresenta una sintesi della grande confusione nei cieli della siderurgia italiana. Il ministro Urso, pur avendo ereditato una situazione complicata, non ha trovato una reale soluzione in quattro anni. Ogni volta sembrava dovesse essere l’ultimo provvedimento sul tema, ma non è stato. Il caso Electrolux è un altro fallimento, che conferma come il governo non abbia saputo gestire la situazione.

Il governo ha annunciato la necessità di dover rifare il bando per la cessione dell’Ilva. Oltre all’interesse manifestato da Flacks group, è tornato il gioco anche l’indiana Jindal, colosso che per mesi sembrava uscito di scena. Una sintesi della grande confusione nei cieli della siderurgia italiana. E di un governo inadatto a gestire la situazione. La mancanza di interventi strutturali e la scarsa visione industriale hanno portato a un momento di crisi senza precedenti. Il governo, pur avendo varato cinque decreti ad hoc, non ha mai individuato una reale soluzione. L’inerzia e la mancanza di risposte concrete continuano a pesare sui lavoratori e sull’intero settore produttivo italiano.