Us Open 2026: il tennis si trasforma in un luna park, selfie e influencer dominano il Flushing Meadows

Il tennis si trasforma in un luna park a New York: selfie, droga e influencer al centro dell’Us Open 2026.

Un pubblico di influencer e selfie addicted si aggira tra i campi del Flushing Meadows, mentre il tennis sembra essere diventato un luna park
Un pubblico di influencer e selfie addicted si aggira tra i campi del Flushing Meadows, mentre il tennis sembra essere diventato un luna park

Un evento che si trasforma in un luna park

L’Us Open 2026 si svolge a New York, dove il tennis sembra essere diventato un luna park, con selfie, droga e influencer al centro dell’attenzione. Il Flushing Meadows, sede del torneo, registra un aumento esponenziale del numero di spettatori, con 1,14 milioni di persone in campo l’anno scorso. Nonostante il calo delle teste di serie come Jannik Sinner, il pubblico si riversa in massa per assistere a partite che, per molti, non sono altro che un’occasione per scattare foto e condividere contenuti sui social media.

Il tennis non è più solo un sport, ma un’esperienza di consumo. I biglietti costano fino a 300 dollari, ma non sono acquistati solo per assistere alle partite, ma per vivere un’esperienza di shopping, cibo e fotografia. I cocktail da 23 dollari, i cibi fritti e i negozi di merchandising ufficiale rendono il torneo un’esperienza simile a un centro commerciale, dove la passione per il tennis sembra essere relegata al fondo.

La cultura dell’immagine e del self branding

La presenza di influencer e di persone che si vestono in modo eccentrico ha reso il Flushing Meadows un luogo in cui la cultura dell’immagine e del self branding prevale. Naomi Osaka, pur con le sue mise da diva orientale, non stupisce più di tanto in una città dove si vedono abiti molto più stravaganti in ogni fermata della metro. Anche Aryna Sabalenka, durante un match, ha dovuto interrompere la partita per lamentarsi delle ventate dense di marijuana, un segno del consumo di sostanze che si diffonde tra il pubblico. Il dress code non è più un problema, ma un’opportunità per il merchandising. Alcaraz, ad esempio, ha dovuto indossare una canottiera aderente dopo che la prima era risultata troppo scollata, con i capezzoli visibili. La Nike ha risposto con una seconda canottiera, un esempio di come il merchandising ufficiale diventa un elemento chiave per il successo del torneo.

Il pubblico, attirato soprattutto da celebrità e momenti di spettacolo, ha reso il Flushing Meadows un luogo in cui la passione per il tennis sembra essere relegata al fondo. Gli appassionati veri si concentrano sul “Louis Armstrong”, il vecchio centrale, dove si può vedere bene da qualsiasi posto, ma intorno a loro si diffonde un rumore, un odore e un clamore che sembrano appartenere a un’altra dimensione. I cronisti e i fotografi, che una volta erano i protagonisti, ora si trovano a competere con gli influencer che si alzano a bordo campo per scattare foto o filmare un “reel”.

Il tennis sta perdendo il suo ruolo di sport purista. Il veterano francese Adrian Mannarino ha ammesso che le cose stanno cambiando, e che il pubblico è sempre più attirato da Alcaraz e Coco Gauff, due nomi che vendono biglietti e attirano un pubblico più giovane e attento alle celebrità che agli atleti. Nonostante la trasformazione del torneo in un luna park, il tennis negli Stati Uniti non è così popolare come gli sport “americani”, che competono con il pickleball. Per sedurre un nuovo pubblico, il tennis deve adattarsi, anche se a volte a scapito della sua tradizione. Il tennis, una volta simbolo di silenzio e di eleganza, oggi sembra essere un evento in cui la passione è relegata al fondo, mentre la cultura dell’immagine e del self branding domina.

Il futuro del tennis dipende da come si adatterà a questa nuova realtà. Il Flushing Meadows, con i suoi 1,14 milioni di spettatori, è un segnale di crescita, ma anche di una trasformazione che potrebbe portare il tennis a diventare un evento simile a un parco divertimenti, dove la passione per lo sport è solo un dettaglio.