Sydney Sweeney nuda in uno spot, atlete criticano la sessualizzazione del corpo
Sydney Sweeney nuda in uno spot, atlete criticano la sessualizzazione del corpo

Lo spot pubblicitario di Sydney Sweeney, in cui l’attrice si mostra nuda indossando solo accessori sportivi, ha scatenato una reazione forte nel mondo dello sport al femminile. L’annuncio, realizzato per la società di scommesse sportive Novig, è stato visto come un affronto verso la dignità delle atlete e una forma di sessualizzazione del corpo che non rispetta i valori dello sport. L’evento si è verificato il 14 settembre 2026, in un momento in cui il dibattito sulla rappresentazione delle donne nello sport è particolarmente acceso.
Le atlete si indignano
Le atlete hanno espresso indignazione per l’immagine proposta da Sydney Sweeney, considerandola un ulteriore passo nella commercializzazione del corpo femminile. Ariarne Titmus, quattro volte medaglia d’oro olimpica per l’Australia, ha scritto su Instagram: «Non è solo un affronto per ogni donna che ha dedicato la sua vita a perfezionare la propria arte, ma anche per ogni donna che ama lo sport per quello che è veramente: lavoro di squadra, amicizia, dedizione, eccellenza, unità». La stessa critica è stata condivisa da Bree Rizzo, velocista australiana, che ha sottolineato la differenza tra apparire “sexy” e usare il sesso per vendere lo sport.
Altre atlete, come Skye Nicolson, campionessa del mondo di pugilato, hanno espresso il loro dissenso, sottolineando che c’è una grande differenza tra apparire “sexy” perché si fa sport e usare il sesso per vendere “lo sport”. La reazione delle atlete ha messo in luce un dibattito più ampio sul ruolo delle donne nello sport e sulla rappresentazione mediatica.
Un passato di polemiche
Non è la prima volta che Sydney Sweeney si trova al centro di critiche per le sue campagne pubblicitarie. Un anno fa, il suo spot per i jeans American Eagle fu accusato di razzismo a causa di un claim controverso. L’attrice, iscritta al registro degli elettori repubblicani, ha lasciato correre inizialmente, ma poi si è pentita e ha mostrato la sua indignazione. Stavolta, però, ha risposto immediatamente alle polemiche, pubblicando su Instagram una serie di stories che riprendono un servizio fotografico di ESPN in cui atleti, tra cui Serena Williams, si mostrano nudi.
La risposta di Sydney Sweeney, pur se non del tutto soddisfacente, ha aperto un dibattito che potrebbe influenzare le scelte future nel mondo della pubblicità e dello sport. Mentre alcune voci sostengono che la sessualizzazione del corpo non è una novità, il momento in cui si verifica è cruciale, soprattutto quando si parla di dignità e riconoscimento delle atlete. La polemica ha trovato eco anche in contesti diversi, come il dibattito su come rappresentare le donne in ambiti pubblici e sportivi. Mentre alcune voci sostengono che la sessualizzazione del corpo non è una novità, il momento in cui si verifica è cruciale, soprattutto quando si parla di dignità e riconoscimento delle atlete.
- Ariarne Titmus: «Non è solo un affronto per ogni donna che ha dedicato la sua vita a perfezionare la propria arte»
- Bree Rizzo: «Le donne nello sport sono molto più di come appaiono»
- Skye Nicolson: «C’è una grande differenza tra apparire “sexy” perché si fa sport e usare il sesso per vendere “lo sport”»
La reazione delle atlete ha messo in luce un dibattito più ampio sul ruolo delle donne nello sport e sulla rappresentazione mediatica. Mentre alcune critiche si concentrano sulla sessualizzazione del corpo, altre sottolineano l’importanza di valorizzare la professionalità e la dedizione delle atlete. La Federazione sportiva ha espresso preoccupazione per la tendenza a ridurre le atlete a mere immagini, mettendo in discussione il loro ruolo sociale e professionale.
