Stop Schengen non è atto ostile contro la Spagna, ma misura di sicurezza

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiarisce che la sospensione del Schengen con la Spagna non è un atto ostile, ma una misura di sicurezza necessaria per tutelare la tenuta del sistema europeo.

Ministro Piantedosi spiega la decisione di sospendere il Schengen con la Spagna, sottolineando che si tratta di una misura di sicurezza e non di un atto ostile
Ministro Piantedosi spiega la decisione di sospendere il Schengen con la Spagna, sottolineando che si tratta di una misura di sicurezza e non di un atto ostile

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che la decisione di sospendere temporaneamente l’applicazione dell’Accordo di Schengen con la Spagna non è un atto ostile, ma una misura di sicurezza necessaria per tutelare la tenuta del sistema europeo. La decisione, annunciata durante un’audizione davanti al Comitato Schengen, è stata presa in seguito alla crisi migratoria di Ceuta, dove sono stati registrati numeri record di arrivi di cittadini di Paesi terzi. Piantedosi ha sottolineato che la misura è volta a proteggere la sicurezza nazionale e a garantire la coerenza con i principi europei di solidarietà e protezione della frontiera.

Una scelta di natura cautelare e organizzativa

Secondo Piantedosi, la sospensione del Schengen non è una misura politica volta a ostacolare la Spagna, ma una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli. Il ministro ha spiegato che la decisione è stata presa in base a valutazioni di sicurezza elaborate dal Comitato Analisi Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, che hanno evidenziato «elevati profili di rischio per la sicurezza interna» legati a potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori. La misura, quindi, non è volta a ostacolare la Spagna, ma a garantire la sicurezza interna e a rispondere a una situazione di emergenza.

La decisione non è rivolta contro la Spagna, ma è una risposta a una situazione di crisi. Piantedosi ha ribadito che la misura non è volta a ostacolare la Spagna, ma a tutelare la sicurezza nazionale e a garantire la tenuta del sistema europeo. Il ministro ha anche sottolineato che la misura è pienamente conforme al diritto europeo e che altri Paesi UE, come la Francia, la Germania e l’Austria, hanno attivato controlli simili in passato.

Ministro Piantedosi spiega la decisione di sospendere il Schengen con la Spagna, sottolineando che si tratta di una misura di sicurezza e non di un atto ostile, immagine di approfondimento

Un bilancio di sicurezza e controllo

Durante l’audizione, Piantedosi ha fornito un primo bilancio dell’attività svolta dall’entrata in vigore dei controlli, il primo agosto. «Dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna abbiamo effettuato tre arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui sei marocchini», ha spiegato il ministro. I controlli, basati sull’analisi del rischio e sulle informazioni di polizia, sono rivolti ai cittadini extra UE e vengono effettuati nel rispetto del principio di proporzionalità, senza alcun aggravio burocratico né effetti sui flussi turistici tra i due Paesi.

La misura non è una scelta politica, ma una risposta necessaria a una situazione di emergenza. Piantedosi ha anche sottolineato che la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia. «Le stesse autorità spagnole, nei giorni immediatamente successivi allo scoppio della crisi, hanno segnalato la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa per il prossimo 15 agosto», ha spiegato il ministro, aggiungendo che il rischio è alimentato da «mirate campagne via social che indirizzano decine di migliaia di cittadini extra UE verso Ceuta». La misura, quindi, non è una scelta politica, ma una risposta necessaria a una situazione di emergenza.