Scontro Italia-Spagna sui controlli alle frontiere, Meloni respinge le pressioni di Sánchez
Italia e Spagna in tensione per i controlli alle frontiere, Meloni respinge le pressioni di Sánchez.

La tensione tra Italia e Spagna si è intensificata a causa dei controlli rafforzati applicati agli italiani in arrivo in Spagna, un episodio che ha scatenato una crisi diplomatica. Madrid ha avvertito Roma tre giorni fa, ma la premier Giorgia Meloni ha rifiutato di cedere alle pressioni del governo spagnolo, sostenendo che si tratta di un “ricatto” non accettabile. L’Italia ha mantenuto i controlli alle frontiere, introdotti il 1° agosto dopo l’assalto di migranti a Ceuta, e non ha revocato le misure, nonostante la richiesta formale del governo di Pedro Sánchez.
Controlli rafforzati in aeroporti spagnoli
Dal 1° agosto, l’Italia ha introdotto controlli alle frontiere, in risposta all’attacco di migranti a Ceuta, un evento che ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza. Gli aeroporti spagnoli, in particolare Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, hanno avviato controlli rafforzati per i viaggiatori provenienti dall’Italia. La modalità di verifica varia da aeroporto a aeroporto, con un focus su chi potrebbe provenire da Paesi non UE. I passeggeri italiani sono stati sottoposti a verifiche, con alcuni riferimenti a controlli casuali e a una maggiore attenzione ai voli provenienti da Roma.
La situazione ha creato disagi per i viaggiatori, ma non ha causato incidenti gravi.
La posizione di Meloni e il sostegno interno
La posizione di Meloni, sostenuta dal ministro Matteo Piantedosi e dal vicepremier Matteo Salvini, è stata chiara: l’Italia non accetta ultimatum o imposizioni estere riguardo alla sicurezza nazionale e al controllo delle frontiere. Il governo italiano ha ribadito che i controlli rimarranno almeno fino al 15 agosto, per verificare eventuali minacce legate a un nuovo assalto a Ceuta. La decisione ha suscitato reazioni da parte di Madrid, che ha definito la scelta italiana “irragionevole” e “discriminatoria” nei confronti della popolazione spagnola. Secondo fonti governative, la richiesta di revocare i controlli era arrivata informalmente tre giorni prima, ma non è stata accettata. La crisi ha messo in luce i disaccordi tra Meloni e Sánchez su temi come l’immigrazione e la direzione della politica europea. Inoltre, la situazione ha reso più delicata la posizione della premier, che guarda con sospetto all’ascesa di Roberto Vannacci e al suo partito, Futuro Nazionale, che propone linee più dure su temi come sicurezza e identità nazionale.
Disagi e reazioni dei viaggiatori
Le misure di controllo hanno causato alcuni disagi per i viaggiatori italiani, ma non sono emersi episodi gravi. Alcuni passeggeri hanno riferito di essere stati sottoposti a verifiche, mentre altri hanno evitato controlli grazie a documenti spagnoli o a voli provenienti da città diverse da Roma. Ad esempio, Lidia, partita da Bologna, ha raccontato di non aver subito alcun controllo all’aeroporto di Barcellona. Al contrario, Giovanni, partito da Roma, ha sottoposto a controlli più severi, con una divisione in due gruppi e richiesta di documenti.
La situazione rimane in bilico tra tensioni diplomatiche e misure di sicurezza.
La crisi tra Italia e Spagna rappresenta un momento cruciale per la politica europea, con Meloni che cerca di rafforzare la sua posizione in vista delle prossime elezioni del 2027. La situazione ha messo in luce le differenze tra i due paesi, ma non ha ancora portato a un compromesso definitivo. Gli aeroporti spagnoli continuano a operare con normalità, ma i controlli restano un tema di discussione tra i due governi.
