Stop alle chat di Delmastro, Azione decide per la destra. Bonelli: “Bravo Calenda, bel favore a Giorgia”
Azione decide per la destra, stop alle chat di Delmastro. Bonelli loda Calenda.

Il voto in giunta per il Regolamento ha visto il blocco dell’accesso alle chat di Andrea Delmastro, con l’ausilio del non voto del gruppo Azione. La decisione, presa lunedì 3 agosto, ha evitato che i parlamentari potessero accedere ai messaggi scambiati tra l’ex sottosegretario di FdI e Mario Caroccia. Il risultato è stato 7 voti a favore della maggioranza e 6 contro dell’opposizione e del Misto. L’assenza in aula di un deputato di Azione, Antonio D’Alessio, ha reso decisiva la posizione del gruppo, permettendo alla destra di mantenere il controllo sull’iter. Il deputato di Azione Matteo Richetti ha replicato con un commento su X, accusando Angelo Bonelli di malafede.
La decisione di Azione e il ruolo di Calenda
Il non voto di Azione ha avuto un effetto chiave nel blocco dell’accesso alle chat di Delmastro. Secondo quanto emerso, il gruppo ha scelto di non esprimersi in giunta, permettendo alla destra di mantenere il controllo sull’iter. Il deputato Angelo Bonelli ha espresso apprezzamento per la scelta di Carlo Calenda, sottolineando che il non voto di Azione ha dato la maggioranza alla destra. “Bravo Carlo Calenda, hai fatto un bel favore a Giorgia”, ha scritto Bonelli sui social. La decisione ha evitato che i parlamentari potessero accedere ai messaggi, mantenendo il controllo sull’iter.
Le posizioni del Movimento Cinque Stelle e la contestazione
Il Movimento Cinque Stelle ha espresso preoccupazione per la decisione, definendola un “precedente pericolosissimo”. Secondo il gruppo, la scelta di non votare ha reso la decisione di accesso alle chat un atto di potere, con conseguenze per la trasparenza. Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori, ha sottolineato che il rimando del voto ha reso meno efficace la garanzia dell’organismo che presiede. L’incognita rimane sull’Aula, dove una parte del centrodestra vorrebbe votare già giovedì, mentre un’altra parte propone di rimandare a settembre.
La situazione rimane in sospeso, con il rischio di ulteriori tensioni nel dibattito parlamentare. Il caso di Delmastro rappresenta un esempio di come le decisioni di gruppo possano influenzare l’accesso a informazioni sensibili. La questione non è solo politica, ma anche di trasparenza e di controllo delle informazioni. Il dibattito continua, con il rischio di ulteriori sviluppi nel prossimo futuro. Resta l’incognita dell’Aula, dove una parte del centrodestra (in particolare di FdI) spinge per il voto già questo giovedì e un’altra parte vorrebbe far slittare il tutto a settembre segnalando il ‘rischio numerì poco prima della pausa estiva. Il nodo è dunque rinviato. L’assenza in giunta di ieri (non avrebbe cambiato nulla sul piano dell’iter) di un collega che oggi non è in Aula diventa motivo per fare un po’ di speculazione anche su posizioni che sono chiarissime.
Il voto è passato con 7 voti per la maggioranza e 6 voti contro dell’opposizione e del Misto. A lui ha replicato il deputato di Azione Matteo Richetti: “Mi dispiace questa malafede che non si ferma nemmeno davanti alla verità”, ha scritto su X. “Soprattutto da Angelo Bonelli. Azione vota per l’utilizzo delle chat di Del Mastro senza se e senza ma. L’assenza in giunta di ieri (non avrebbe cambiato nulla sul piano dell’iter) di un collega che oggi non è in Aula diventa motivo per fare un po’ di speculazione anche su posizioni che sono chiarissime”. Il non voto di uno dei loro è stato decisivo per impedire l’accesso alle chat.
Facciamo un giornale con un solo padrone: i lettori. L’assenza in giunta di ieri (non avrebbe cambiato nulla sul piano dell’iter) di un collega che oggi non è in Aula diventa motivo per fare un po’ di speculazione anche su posizioni che sono chiarissime. Il voto è passato con 7 voti per la maggioranza e 6 voti contro dell’opposizione e del Misto. L’esponente del partito di Calenda, Antonio D’Alessio, si è allontanato nel corso della discussione e non ha quindi partecipato al voto finale. “Nessun tema politico, siamo per l’autorizzazione a procedere”, hanno commentato fonti del gruppo di Azione alla Camera interpellate in merito.
