“Salvini handicappato”, polemica su un post di Azione: Calenda si scusa
Un post di Azione su Salvini scatena polemiche, Calenda si scusa e Bufi ammette di aver sbagliato

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Un post su social di un esponente di Azione ha scatenato polemiche e reazioni forti, con il vicepremier Matteo Salvini che ha definito l’uso del termine “handicappato” come un insulto. L’episodio, avvenuto il 29 luglio 2026, ha visto l’intervento del leader di Azione Carlo Calenda, che ha espresso rammarico e si è scusato per l’uso di un termine considerato offensivo. L’incidente ha messo in luce i limiti del dibattito politico e la sensibilità verso la disabilità.
Un post di Azione scatena reazioni
Il post in questione, pubblicato da Maurizio Bufi, iscritto ad Azione e responsabile provinciale del partito a Terni, ha suscitato reazioni immediate. Bufi ha scritto: “C’è poco da fare, è un handicappato con l’aggravante di essere un populista e la recidiva di professare il sovranismo”. La frase, sebbene rimossa in seguito, ha suscitato indignazione e polemiche. Salvini, leader della Lega, ha risposto con fermezza, sottolineando che l’uso della disabilità come insulto è un atto di mancanza di rispetto.
La disabilità non deve essere usata come insulto
Salvini ha espresso il suo disappunto, affermando che l’uso del termine “handicappato” per descrivere un politico è un limite che non dovrebbe essere superato. “Quella di questo esponente di Azione non è una caduta di stile, ma una mancanza di rispetto verso milioni di persone”, ha detto. L’attacco di Bufi, pur se rimasto inizialmente online, ha suscitato reazioni forti e ha messo in luce la delicatezza del dibattito politico.
Calenda si scusa e Bufi ammette di aver sbagliato
Dopo le reazioni, il leader di Azione Carlo Calenda ha espresso il suo rammarico e si è scusato per l’uso del termine in questione. “Mi scuso a nome di Azione con Salvini per l’uso di questo termine”, ha detto Calenda, sottolineando che l’uso del termine “handicappato” è una cosa grave. L’attacco di Bufi, pur se inizialmente visto come un’azione politica, ha suscitato una reazione che ha richiesto una riflessione e un’intervento.
Un errore che ha scatenato una reazione
Bufi, dopo le polemiche e l’intervento di Calenda, ha ammesso di aver sbagliato. “Mi scuso personalmente e sinceramente, con il diretto interessato e tutti coloro che si sono sentiti toccati dalle mie parole”, ha detto. L’errore, pur se non intenzionale, ha messo in luce la necessità di una maggiore sensibilità nel dibattito politico. L’incidente ha anche portato a una decisione interna di Azione, con Bufi che ha rimosso il suo mandato di responsabile organizzativo del partito a Terni.
Un dibattito che va oltre le parole
La polemica ha suscitato riflessioni su come si debba gestire il dibattito politico e su come si possano usare le parole per descrivere un avversario. L’uso del termine “handicappato” non solo ha suscitato indignazione, ma ha anche messo in luce la delicatezza del tema della disabilità. L’incidente ha mostrato come anche in contesti politici, le parole possono avere un impatto profondo e richiedere una riflessione seria.
