La Spagna ripristina i controlli ai confini con l’Italia fino al 7 settembre
La Spagna ripristina i controlli ai confini con l’Italia fino al 7 settembre, con controlli a campione su voli provenienti dall’Italia.

La Spagna ha confermato il ripristino dei controlli ai confini con l’Italia fino al 7 settembre, in seguito a una decisione ministeriale che punta a rispondere alle critiche per le carenze nell’applicazione delle nuove norme europee sul diritto d’asilo. I controlli, effettuati a campione sul 5-15% dei passeggeri, si concentrano soprattutto sui voli provenienti dall’Italia, con un impatto particolare sui viaggiatori italiani. La misura, annunciata dal governo spagnolo, mira a limitare i rischi derivanti dalla pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale.
Controlli a campione e situazione per i viaggiatori italiani
Nel primo giorno di applicazione del provvedimento, i controlli hanno riguardato 199 persone originarie di Paesi terzi e in arrivo dall’Italia a bordo di 12 voli. Tra loro, Giovanni, un italiano che ha imbarcato a Roma su un aereo diretto a El Prat di Barcellona. Secondo le dichiarazioni di Giovanni, la situazione ha creato un certo disagio: “Gli agenti non hanno controllato il passaporto, hanno solo visto che lo avessimo in mano, in modo che potessimo entrare nel Paese”. L’uomo ha espresso un po’ di infastidito, sperando che la situazione finisca al più presto.
Un ritorno all’era pre-Schengen
La misura ha suscitato reazioni tra i viaggiatori italiani, con alcuni che hanno descritto la situazione come “un salto indietro di 30 anni”. I controlli, effettuati principalmente nei porti e negli aeroporti spagnoli, si concentrano sui passeggeri dei voli aerei, navi e traghetti provenienti dall’Italia. I passeggeri hanno solo mostrato i propri documenti all’uscita dell’aereo, nel finger, o in alternativa, direttamente sulla pista, appena scesi dalle scalette. Non si segnalano file o disagi particolari per i connazionali, ma la Farnesina ha rafforzato l’assistenza consolare.
La mossa di ripristinare le verifiche era stata annunciata dal governo Sanchez, in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta di Madrid accusa l’Italia di “carenze” nell’applicazione delle nuove norme europee sul diritto d’asilo. “La misura sarà oggetto di continue valutazioni e verrà revocata prima della data prevista quando verranno meno le minacce che ne hanno motivato l’adozione”, ha precisato il ministero, sottolineando che non ci potrà essere una proroga automatica. Ad oggi, i controlli restano in vigore fino al 7 settembre, con un’attenzione particolare sui voli provenienti da Roma. Il governo spagnolo ha sottolineato che la misura è conforme ai principi di necessità ed efficacia, per limitare i rischi derivanti dalle carenze nell’applicazione da parte della Repubblica italiana delle nuove norme europee sulla responsabilità in materia di asilo. L’UE intanto cerca di mediare tra Spagna e Italia, con contatti tra il commissario Brunner e i ministri dell’Interno di Roma e Madrid.
- Controlli a campione sul 5-15% dei passeggeri
- Concentrati sui voli provenienti dall’Italia
- Non si segnalano file o disagi particolari
La situazione, pur se non ha creato gravi inconvenienti, ha suscitato reazioni tra i viaggiatori italiani, con alcuni che hanno espresso preoccupazione per la mancanza di chiarezza e la sensazione di essere oggetto di controlli inutili. La misura, però, rimane in vigore fino al 7 settembre, con l’obiettivo di limitare i rischi derivanti dalla pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale.
