Sospesa la stretta di Trump sull’immigrazione da 75 Paesi

Sospesa la stretta di Trump sull’immigrazione da 75 Paesi: un giudice federale ha annullato la misura per violazione della legge

Giudice federale annula la stretta di Trump sull’immigrazione da 75 Paesi, violazione della legge
Giudice federale annula la stretta di Trump sull’immigrazione da 75 Paesi, violazione della legge

Un giudice federale ha sospeso la stretta di Donald Trump sull’immigrazione da 75 Paesi, ritenendo la misura «contraria alla legge». La decisione, annunciata il 22 agosto 2026, ha messo fine a una politica che aveva visto il blocco dei visti per migranti provenienti da nazioni come Egitto, Haiti, Giordania, Somalia e Russia. La misura, introdotta lo scorso gennaio, era stata giustificata dall’amministrazione repubblicana con l’argomento che i migranti avrebbero fatto ricorso a sussidi pubblici, diventando un «peso economico per gli americani». La sentenza, emessa dalla giudice Jeanette A. Vargas, ha respinto le motivazioni addotte dalla Casa Bianca e ha annullato di fatto la misura, che era stata richiesta a gran voce dal presidente.

La legge non è stata rispettata

Secondo la giudice Vargas, l’ordine imposto dalla Casa Bianca era ben diverso da quanto dichiarato pubblicamente. L’amministrazione aveva infatti incluso in modo discriminatorio anche molti immigrati idonei al visto e che probabilmente sarebbero stati autosufficienti. La decisione ha violato la legge che richiede valutazioni individuali per i visti, un aspetto che è emerso in modo chiaro attraverso una nota interna del Dipartimento di Stato resa pubblica in aula. La nota, che ha smentito le dichiarazioni ufficiali, istruiva i funzionari consolari a negare i visti anche quando i richiedenti fornivano «prove aggiuntive che dimostrassero che essi superavano l’ostacolo del rifiuto relativo all’ onere pubblico».

La stretta sui visti imposta da Washington, e ora sospesa, riguarda 75 Paesi, circa il 40% del totale. La misura aveva suscitato reazioni internazionali e domestiche, con critiche su discriminazione e mancanza di rispetto per le normative vigenti. La sentenza del giudice federale ha messo in luce come le politiche di immigrazione non possano essere imposte senza rispettare i principi legali e i diritti dei singoli.

La Casa Bianca non ha commentato la decisione

Un’importante vittoria per le famiglie

La decisione del giudice ha rappresentato un’importante vittoria per le centinaia di migliaia di famiglie in tutto il mondo le cui vite sono state sconvolte dal divieto di visto illegale e discriminatorio. Il National Immigration Law Center, un’organizzazione non profit che assiste i migranti, ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando come la misura fosse stata una violazione grave della legge e un danno per migliaia di persone. La sospensione della stretta di Trump rappresenta un passo significativo, ma non un fine, in un dibattito che coinvolge l’intero Paese e le sue istituzioni. La misura, che riguarda 75 Paesi, circa il 40% del totale, ha suscitato reazioni internazionali e domestiche, con critiche su discriminazione e mancanza di rispetto per le normative vigenti. La sentenza del giudice federale ha messo in luce come le politiche di immigrazione non possano essere imposte senza rispettare i principi legali e i diritti dei singoli.

  • La stretta di Trump sull’immigrazione da 75 Paesi è stata sospesa
  • Un giudice federale ha annullato la misura per violazione della legge

La decisione del giudice federale ha messo in luce come le politiche di immigrazione non possano essere imposte senza rispettare i principi legali e i diritti dei singoli. La sospensione della stretta di Trump rappresenta un passo significativo, ma non un fine, in un dibattito che coinvolge l’intero Paese e le sue istituzioni.