Sorriso Diverso Award a Venezia 83: cinema sociale e inclusione in mostra
A Venezia 83, il Sorriso Diverso Award celebra 16 anni di cinema sociale.

Cinema sociale e inclusione al centro del festival
La XVI edizione del Sorriso Diverso Award si è svolta a Venezia 83, all’Hotel Excelsior del Lido, all’interno dello Spazio Incontri del Venice Production Bridge. Il riconoscimento, collaterale ufficiale dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, ha visto la presentazione di sedici titoli in nomination, tra opere italiane e internazionali. Il premio, promosso dall’Università Cerca Lavoro e realizzato in collaborazione con Dream On, ha come obiettivo la valorizzazione di storie che raccontano la diversità, la resilienza e le fragilità umane attraverso il linguaggio universale del cinema.
Il cinema sociale è la trincea del grande cinema
Ne abbiamo parlato con il presidente del Premio, Diego Righini, che ha sottolineato come il cinema sociale sia la “trincea del grande cinema”. Secondo Righini, negli anni il modo in cui il cinema racconta la diversità e l’inclusione è cambiato, ma il suo ruolo rimane cruciale nel dibattito sociale. “I sedici film selezionati non sono vissuti con distacco, ma ti trascinano nella vita di ogni singolo personaggio che vive una storia dai risvolti sociali”, ha spiegato. “Chi li ha visti non pensa solo al messaggio generale del film, ma pensa a ogni singolo attore e a cosa sta provando come portatore di male o di bene, nel suo contesto di vita”.
Un premio che promuove il dialogo tra cinema e società
Tra i film in gara, si segnala NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor, Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, Kvinde Ukendt di May el-Toukhy, 15/18 (A Place To Heal) di Cédric Kahn e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis. Per il Fuori Concorso, invece, sono stati selezionati Nessun dolore di Gianni Amelio, No Paradise If You Are Killed by a Woman di Halkawt Mustafa, Un bon avocat di Tristan Séguéla, Union Town di Barbara Kopple e Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky. Cinque titoli, invece, sono stati scelti per l’Orizzonti: Moragheb di Mohsen Gharaei, The Difficult Bride di Rubaiyat Hossain, I figli della scimmia di Tommaso Landucci, Oase di Jannis Lenz e Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta. Per la Settimana Internazionale della Critica, invece, è stato selezionato Rider di Roan Johnson e Dade.
Il cinema non può mai catturare l’empatia del pubblico
Righini ha anche parlato del ruolo del cinema nel futuro, in un mondo in cui l’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel dibattito culturale. “Io resto dell’idea che un computer, nella propria elaborazione, non potrà mai catturare l’empatia del pubblico nel cinema”, ha affermato. “L’AI saprà informare il pubblico, cercherà di raccontare ogni luogo o fatto con riferimenti semplici; invece l’uomo o la donna del cinema – regista, sceneggiatore o attore – si dedicherà sempre alla profondità della drammaturgia”. Il presidente ha inoltre sottolineato come un premio come il Sorriso Diverso Award possa contribuire a far uscire alcuni temi sociali dalla nicchia e portarli davanti a un pubblico più ampio. “Un film di successo cambia la percezione che tutti noi abbiamo della vita e della realtà”, ha concluso.
