Saman Abbas, la procura chiede ergastolo per i cinque familiari imputati
La procura chiede ergastolo per i cinque familiari imputati nell’omicidio di Saman Abbas.

Saman Abbas, la giovane pakistana uccisa a Novellara il 30 aprile 2021, ha visto la procura generale di Bologna chiedere l’ergastolo per cinque familiari imputati nell’omicidio. La richiesta, avanzata durante il processo d’appello, riguarda i genitori, lo zio e i due cugini della vittima, accusati di aver organizzato e compiuto l’omicidio. La procura ha sottolineato l’attendibilità delle dichiarazioni del fratello 21enne di Saman, che in primo grado era stato considerato non attendibile. La procura ha anche evidenziato l’impatto devastante che la storia ha avuto sulla vita del fratello minore, che è stato abbandonato e costretto a fuggire clandestino.
La testimonianza del fratello 21enne
La procura generale ha sottolineato come la testimonianza del fratello 21enne di Saman sia attendibile e abbia fornito elementi cruciali per il processo. Marzocchi, rappresentante dell’accusa, ha spiegato che l’esclusione della premeditazione nella sentenza di primo grado ha attribuito al fratello un ruolo non corretto, come autore dell’innesco della lite che ha portato all’omicidio. La procura ha sottolineato come il fratello minore, 16enne, non potesse aver avuto un ruolo consapevole nella vicenda.
Le dichiarazioni del fratello collimano con gli elementi emersi nel processo. La procura ha anche sottolineato l’impatto devastante che la storia ha avuto sulla vita del fratello minore, che è stato abbandonato e costretto a fuggire clandestino. Gli è stato chiesto di immolarsi, ma ha deciso di raccontare la verità. La procura ha sottolineato come la famiglia abbia perseguito il fratello minore, chiedendogli di raccontare e coprire le responsabilità.
La condanna e l’assoluzione in primo grado
In primo grado, i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, sono stati condannati all’ergastolo, mentre lo zio Danish Hasnain è stato condannato a 14 anni. I due cugini, Nomanulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz, sono stati assolti e liberati. La procura ha sottolineato come la sentenza di primo grado non abbia considerato appieno la testimonianza del fratello 21enne, che ha rivelato una realtà diversa.
La procura ha richiesto l’ergastolo per tutti e cinque i familiari imputati. La richiesta è motivata dall’assenza di premeditazione e dai motivi abietti e futili dell’omicidio. La procura ha sottolineato che la sentenza dovrà restituire a Saman il ruolo di vittima di un’azione inumana e barbara, compiuta in esecuzione di una condanna a morte da parte di tutta la famiglia.
Nel processo d’appello, la procura ha chiesto l’ergastolo per tutti e cinque i familiari imputati, con l’aggiunta di un anno di isolamento diurno per ciascuno. La richiesta rappresenta un ulteriore passo per garantire giustizia per Saman Abbas e per i suoi familiari coinvolti nel processo.
