Siccità e eventi estremi metereologici: in agricoltura perdite fino all’80%

L’allarme di Coldiretti: in agricoltura perdite fino all’80% a causa di siccità e eventi estremi metereologici.

Prati e colture danneggiate da siccità e eventi estremi metereologici in Italia
Prati e colture danneggiate da siccità e eventi estremi metereologici in Italia

Un’emergenza che colpisce il settore agricolo

L’estate più calda di sempre e i fenomeni atmosferici violenti, causati dal cambiamento climatico, hanno avuto effetti devastanti sull’agricoltura italiana. Secondo l’allarme lanciato da Coldiretti, le perdite dei raccolti arrivano fino all’80% in alcune aree del Paese. La situazione è drammatica, con danni che superano i tre miliardi di euro e agricoltori costretti a rivedere i piani di produzione per salvaguardare la qualità dei prodotti.

La siccità e i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la capacità produttiva del settore.
Tra i prodotti più colpiti, si segnala un calo del 70-80% nella produzione di riso in Piemonte e del mais in Emilia-Romagna. In Toscana, invece, l’uva e le olive sono state danneggiate da grandine che hanno compromesso la vendemmia. Le mele del Trentino, le nocciole del Piemonte, gli agrumi della Calabria, i pomodori e le angurie della Puglia, i carciofi della Sardegna, le olive e l’uva del Centro Italia sono solo alcuni esempi di prodotti a rischio.

Investimenti e soluzioni per l’emergenza idrica

Coldiretti ha sottolineato l’urgenza di realizzare un piano nazionale degli invasi, dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. “Oggi l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi” ha scritto l’associazione. La salvaguardia dei prodotti italiani richiede interventi urgenti per contrastare i danni causati dai cambiamenti climatici.
Nelle aree montane, soprattutto in Veneto e in Abruzzo, prati e pascoli sono fortemente compromessi, riducendo la disponibilità di foraggi per gli allevamenti. La minore produttività ha portato a una riduzione del 40% nella produzione di latte e del 20-30% nella produzione di carne. Le aziende agricole possono comunicare i danni subiti attraverso la procedura disponibile sul sito di Artea, per valutare l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità da parte del Governo.

Non è soltanto il meteo a causare la crisi produttiva, ma anche i costi sempre maggiori per l’irrigazione, l’energia, i fertilizzanti e i prezzi alla produzione. La combinazione di fattori esterni e interni ha reso il settore agricolo italiano particolarmente vulnerabile. La crisi economica e i cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la competitività del Made in Italy agroalimentare.
L’emergenza richiede interventi nazionali e una maggiore attenzione alle politiche di sostenibilità e di gestione delle risorse idriche. L’Italia, come ha sottolineato Coldiretti, deve trovare soluzioni innovative per garantire la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti.