Scuola agraria in Brasile: un modello di condivisione e formazione per i figli dei contadini poveri
Una scuola agraria in Brasile offre opportunità di formazione e condivisione ai figli dei contadini poveri, evitando la rassegnazione.

La scuola agraria “A Partilha”, situata nel comune di Pojuca, nello stato di Bahia, rappresenta un modello unico di formazione e condivisione per i figli dei contadini poveri dell’entroterra brasiliano. Senza scuole simili, i ragazzi di queste comunità avrebbero davanti un’unica strada: il lavoro bracciantile non qualificato o la città. Aliegi, un ragazzo di sedici anni, studia all’Escola Técnica Família Agrária “A Partilha” (ETFAP) e sogna di diventare neurochirurgo, un’aspirazione che sembra lontana ma non impossibile grazie a questa scuola. La “Partilha” non solo offre istruzione, ma trasmette un modo di vivere che permette ai giovani di scegliere il loro futuro senza rassegnazione.
Un’esperienza di vita e di lavoro
La scuola si basa su un modello di pedagogia dell’alternanza, in cui i ragazzi vivono e lavorano insieme, imparando attraverso l’esperienza diretta. Il terreno di 400 ettari, che comprende foresta vergine, coltivazioni e laghi naturali, è diventato un luogo di condivisione e crescita. I ragazzi, provenienti da comuni rurali sparsi nello stato, restano due settimane al mese, seguendo lezioni e lavorando la terra. Quando tornano a casa, mettono in pratica ciò che hanno imparato, creando un legame tra scuola e vita reale. Questo approccio, nato in Francia e portato in Brasile negli anni Sessanta, ha trasformato la “Partilha” in una comunità educante, dove la convivenza è parte integrante del processo di apprendimento.
La scuola non produce rassegnazione, ma persone libere di scegliere il loro futuro. Aliegi, che sogna di diventare neurochirurgo, è un esempio di come questa scuola possa aprire nuove possibilità, anche se la strada è lunga e le borse di studio sono poche. La scuola funziona grazie a un sistema misto: una parte delle spese è coperta dai governi statali attraverso un convênio, mentre il resto proviene da donazioni, produzione propria, solidarietà locale e internazionale. L’agricoltura familiare è la base dell’economia di nove comuni su dieci in Brasile, e la “Partilha” rappresenta un’alternativa alla rassegnazione. I ragazzi non solo imparano a coltivare la terra, ma anche a pensare, a scegliere e a credere in un futuro diverso.
Un modello fragile ma resiliente
Nonostante i limiti, la “Partilha” è un modello di resilienza. La scuola non ha riserve per le emergenze e vive con l’acqua alla gola, come dice Zeninha, direttrice della scuola. Quando la pompa del pozzo si rompe, i soldi vanno trovati in poche ore. Da otto anni c’è un tetto da costruire per proteggere un impianto di depurazione, ma i fondi non ci sono ancora. Non è trascuratezza, ma la matematica di chi sa che i conti non tornano, e va avanti lo stesso. La fragilità di queste scuole è legata anche al quadro politico: durante il governo Bolsonaro, il principale programma federale per l’istruzione nelle aree rurali è stato cancellato, riducendo drasticamente i finanziamenti. La scuola, però, non si arrende.
La scuola è un esempio di come la condivisione e la formazione possano cambiare la vita di chi è stato abbandonato. Giorgio Vaccari, presidente della Fondazione Franco Gilberti, ha fondato la scuola nel 1988, dopo anni di lavoro con i ragazzi di strada a Salvador. Con Lusenice Rodrigues, detta Zeninha, ha creato un ambiente in cui i giovani non solo imparano, ma si trasformano. La scuola è nata da un’idea di solidarietà e di cambiamento, e oggi vanta circa duecento studenti. La scuola è un simbolo di speranza, anche se la strada è lunga e i fondi sono sempre scarsi.
