Salvatore Parolisi: «Ho tradito Melania, ma non l’ho uccisa»

Salvatore Parolisi confessa tradimenti ma nega omicidio, in carcere dopo condanna per omicidio coniugale.

Salvatore Parolisi: «Ho tradito Melania, ma non l’ho uccisa»
Salvatore Parolisi: «Ho tradito Melania, ma non l’ho uccisa»

Salvatore Parolisi, in carcere a Bollate, ha confessato di aver tradito la moglie Melania Rea, ma ha sempre negato di averla uccisa. L’uomo, condannato a 20 anni per omicidio coniugale, è stato fermato dagli inviati del programma “Chi l’ha visto?” all’esterno del carcere milanese. In permesso premio da alcuni mesi, grazie al comportamento durante la detenzione, Parolisi ha anche iscritto a giurisprudenza. L’uomo ha raccontato di aver avuto relazioni con Ludovica, ma ha definito la moglie “bellissima” e la scappatella come “una cosa di poco conto”.

Tradimenti e relazioni multiple

Parolisi ha ammesso di aver tradito Melania più volte, ma ha sottolineato che la relazione con Ludovica era solo una scappatella. L’uomo ha detto di aver chiamato l’amante per farla mentire, dicendole di non avere una relazione con lui. Questo, secondo lui, è stato un ulteriore tradimento. La coppia era in crisi, e la scomparsa di Melania, avvenuta il 18 aprile 2011, ha scatenato una serie di accuse e sospetti. Il corpo della donna fu trovato due giorni dopo, sfigurato da 35 coltellate, a Ripe di Civitella del Tronto.

«Melania era bellissima, Ludovica era solo una scappatella»

Parolisi ha anche raccontato di aver avuto un rapporto difficile con la moglie, spesso litigavano al telefono e la madre dormiva con lei. «Non l’avrei mai tradita, il primo anno ad Ascoli rigavo dritto, ma ho avuto la delusione di non avere un rapporto con lei», ha detto. L’uomo ha confessato di aver dato parte del suo stipendio a Melania per non farla lavorare. «Le davo una parte del mio stipendio perché non volevo che lavorasse», ha spiegato.

La condanna e il carcere

Parolisi fu iscritto nel registro degli indagati il 21 giugno 2011. La prima condanna fu a ergastolo, ma in appello fu ridotta a 30 anni e in Cassazione a 20 anni. L’omicidio fu riconosciuto come frutto di un “impeto d’ira” derivante da un litigio coniugale e da un “conclamato tradimento”. L’uomo ha sempre negato di aver ucciso la moglie, sostenendo che non c’era prova. «Se ho fatto una cosa del genere e me lo provate, datemi l’ergastolo», ha detto al giudice.

«Per me il matrimonio era la realizzazione di un sogno»

La famiglia di Melania, in particolare il fratello Michele Rea, ha espresso forte disapprovazione. «Le prove per condannarlo sono emerse in tre gradi di giudizio. Le passava come dice lui “500 euro” e questo era l’amore che le dava? Lui non c’era nemmeno quando è nata la figlia. Uno che parla così dopo anni… Parla delle donne come se le sfruttasse. Una persona del genere non è recuperabile», ha detto Rea in diretta.

Salvatore Parolisi non può più vedere né sentire sua figlia Vittoria, di cui ha perso la patria potestà. La bambina, nata quando Melania aveva 18 mesi, vive a Somma Vesuviana con i nonni materni. Non ha più il cognome del padre e non ha mai conosciuto la madre dopo la sua scomparsa. L’uomo ha anche confessato di aver avuto un rapporto difficile con la moglie, spesso litigavano al telefono e la madre dormiva con lei. «Non l’avrei mai tradita, il primo anno ad Ascoli rigavo dritto, ma ho avuto la delusione di non avere un rapporto con lei», ha detto.

Parolisi ha anche confessato di aver dato parte del suo stipendio a Melania per non farla lavorare. «Le davo una parte del mio stipendio perché non volevo che lavorasse», ha spiegato. L’uomo, però, ha sempre sottolineato che non aveva mai pensato di ucciderla. «Non pensavo che Ludovica avesse perso la testa per me, le ho detto un sacco di bugie. Sono stato un verme ma amavo Melania», ha concluso.