Russia riconfermata nel Mediterraneo con 7 navi, una trasporta corazzati e monitorata dall’Italia

Russia riconfermata nel Mediterraneo con 7 navi, una trasporta corazzati e monitorata dall’Italia

Navi russe in transito nel Mediterraneo, una monitorata dall'Italia, trasporta veicoli corazzati
Navi russe in transito nel Mediterraneo, una monitorata dall’Italia, trasporta veicoli corazzati

La Russia ha riconfermato la sua presenza nel Mediterraneo con un convoglio di sette navi, tra cui una che trasporta veicoli corazzati e viene monitorata dall’Italia. Il gruppo, composto da quattro navi che hanno raggiunto il porto di Tartus in Siria, è stato seguito da un altro convoglio di tre unità, che ha attraversato lo stretto di Gibilterra e si è diretto verso il Mediterraneo orientale. L’intero movimento ha suscitato interesse internazionale, con l’Aeronautica Militare italiana che ha seguito il gruppo a sud della Sicilia, segno di una presenza militare attiva e vigilante in un’area strategica.

Un ritorno strategico nel Mediterraneo

Le navi russe, partite da Kaliningrad ad agosto, hanno attraversato l’Atlantico, circumnavigato il Portogallo e la Spagna, e sono entrate nel Mediterraneo attraverso Gibilterra. Dopo mesi di assenza, la Russia ha reinsediato la sua presenza in Siria, un passo che ha suscitato dibattito internazionale. La destinazione dichiarata era l’Egitto, ma appena superato lo Stretto di Gibilterra, le navi hanno spento i loro transponder, un gesto che ha alimentato preoccupazioni per la natura del carico e le intenzioni russe.

La presenza russa nel Mediterraneo è un segnale di rafforzamento strategico.

Un carico di veicoli corazzati e supporto logistico

Un altro convoglio, composto da tre navi, è stato osservato a sud della Sicilia, con un aereo da pattugliamento marittimo P-72A ATR dell’Aeronautica Militare italiana che lo ha seguito. Dalle immagini satellitari, è emerso che il carico include veicoli corazzati, tra cui APC/MRAP e veicoli logistici e di supporto. La nave da sbarco classe Alexander Shabalin supporta le due navi da carico, che sono in transito verso il Mediterraneo orientale. Questo movimento segna un rafforzamento logistico dell’asse Russia-Siria, benedetto dall’Iran, e si colloca in un contesto di tensioni regionali.

Le navi russe trasportano equipaggiamento militare, un segno di rafforzamento del fronte.

Un’alleanza pragmatica con il nuovo regime siriano

La Russia ha trovato un modus vivendi con i nuovi capi di Damasco, pur avendo inizialmente sostenuto Bashar al-Assad. Putin ha aiutato il nuovo regime con petrolio e grano, in un momento di crisi. L’Italia, attraverso la sua vigilanza, ha dimostrato un interesse attivo per la situazione, con l’Aeronautica Militare che ha monitorato il convoglio. L’ONU ha visto Mosca fare lobbying per rimuovere il nuovo regime dalla lista delle organizzazioni terroristiche, un passo che ha rafforzato la sua posizione nel contesto internazionale.

Le navi russe, tra cui la Ro-Ro Sparta, la petroliera Akademik Pashin e il cacciatorpediniere Admiral Levchenko, sono attraccate a Tartus. La Sparta sembra aver già scaricato il carico, ma la natura esatta del trasporto rimane sconosciuta. Le domande restano aperte: cosa ha portato Sparta in Siria e per quanto tempo le navi russe rimarranno a Tartus? La situazione si complica ulteriormente con gli Houthi in piena offensiva armata da Teheran, poco più a sud. GeoInsider ha tracciato altre due navi, Anastasia e Yuriy Arshenevskiy, che stanno trasportando equipaggiamento militare russo verso il Mediterraneo orientale. Le immagini satellitari del 13 e 20 agosto le hanno fotografate alla base navale russa di Baltiysk, nell’exclave di Kaliningrad. Il convoglio, ora in navigazione, è stato seguito da un canale osint molto accurato, ItaMilRadar, che ha confermato l’interesse italiano per il movimento.