Russia, il piano segreto di Putin per il collasso dell’UE e della NATO rivelato dal New York Times

Il New York Times ha rivelato un piano segreto di Putin per il collasso dell’Ue e della Nato, con la Moldavia come bersaglio strategico.

Un briefing segreto russo rivela un piano per il collasso dell’Ue e della Nato, con la Moldavia come obiettivo strategico
Un briefing segreto russo rivela un piano per il collasso dell’Ue e della Nato, con la Moldavia come obiettivo strategico

La Russia, attraverso un rapporto segreto rivelato dal New York Times, ha messo in luce un piano strategico per il collasso dell’Unione europea e della NATO, con la Moldavia come bersaglio chiave. Secondo l’inchiesta del quotidiano americano, il presidente Vladimir Putin avrebbe fissato come obiettivo militare per il 2026 il collasso dell’Occidente dall’interno, un piano mai dichiarato pubblicamente. L’obiettivo, secondo le fonti citate, sarebbe di creare un corridoio terrestre che collega i territori occupati in Ucraina alla Moldavia, un passo cruciale per espandere l’influenza russa nel cuore dell’Europa.

La Moldavia, bersaglio strategico del Cremlino

La Moldavia, pur non essendo membro dell’UE né della NATO, è considerata da Mosca un trampolino di lancio ideale per ulteriori aggressioni. Secondo le fonti dell’inchiesta, il Cremlino ha pianificato una strategia che vede la Moldavia come un punto di accesso strategico per l’espansione del controllo russo. La presidente moldava Maia Sandu, rieletta nel novembre 2024 nonostante le “massicce interferenze” russe, ha denunciato pubblicamente i tentativi del Cremlino di destabilizzare il Paese attraverso attacchi informatici, manipolazione della Chiesa ortodossa e disinformazione.

Le interferenze russe in Moldavia si trascinano da tempo, con attacchi informatici, manipolazione della Chiesa ortodossa e campagne di disinformazione. Le elezioni parlamentari del settembre 2025 sono state accompagnate da una vasta operazione di ingerenza, con tentativi di comprare centinaia di migliaia di voti e diffondere false accuse contro la presidente Sandu. Queste azioni, alla luce delle rivelazioni del New York Times, assumono ora i contorni di una strategia militare esplicitamente pianificata al vertice del Cremlino.

Le vittime civili e l’uso di droni

Secondo un rapporto del ministero degli Esteri russo, almeno 201 civili russi sarebbero stati uccisi e altri 1.441 feriti nel mese di luglio a causa di attacchi ucraini. Il 90% delle vittime sarebbe riconducibile ad attacchi di droni, un uso crescente attribuito direttamente ai finanziamenti dell’Unione europea per l’acquisto di droni da parte di Kiev, in particolare al prestito da 90 miliardi di euro concesso da Bruxelles.

Il numero di civili feriti è aumentato in modo esponenziale, passando da 387 casi a gennaio a 1.739 a luglio, con una media giornaliera di sette morti e 49 feriti. Le regioni più colpite sono quelle di confine di Belgorod e Kursk, con il 30,16% e il 20,57% degli attacchi totali, seguite da Kherson, regione ucraina annessa da Mosca. Gli attacchi ucraini avrebbero colpito 41 regioni russe, anche lontane dalla linea del fronte. I dati sono confermati anche dal progetto russo Conflict Intelligence Team (Cit), che ha registrato complessivamente 634 vittime civili in entrambi i Paesi, di cui circa il 30% in territorio russo o nelle aree ucraine controllate dalle forze armate di Mosca.

Secondo le valutazioni dei funzionari dell’intelligence occidentale, la conquista dell’Ucraina resta l’obiettivo primario del Cremlino, mentre la presa di controllo della Moldavia si colloca al secondo posto. La strategia delineata durante un briefing riservato a dicembre 2025, poco dopo la riunione del Consiglio del ministero della Difesa russo, ha visto il Cremlino concentrare i propri sforzi su un piano per il collasso dell’Occidente. La Moldavia, con la sua posizione strategica tra i confini della NATO e quelli dell’Ucraina, rappresenta un punto di accesso cruciale per Mosca.