Fuga all’estero e doppio passaporto: i russi scappano dal putinismo

Migranti russi cercano rifugio all’estero, doppio passaporto e fuga in Sud America. Fenomeno in crescita e repressione del Cremlino.

Migranti russi cercano rifugio all'estero, doppio passaporto e fuga in Sud America. Fenomeno in crescita e repressione del Cremlino
Migranti russi cercano rifugio all’estero, doppio passaporto e fuga in Sud America. Fenomeno in crescita e repressione del Cremlino

La guerra in Ucraina ha spinto migliaia di russi a cercare rifugio all’estero, con una strategia che include la fuga in Sud America e l’acquisto di doppio passaporto. Dall’inizio del conflitto, la situazione ha visto un aumento significativo di famiglie che cercano di allontanarsi dal paese, con un fenomeno che si è intensificato soprattutto in Argentina e Brasile. La crescita economica di paesi come la Georgia, che ha registrato un incremento del 9 per cento dal 2022 al 2025, è un indicatore del cambiamento di rotta nella migrazione russa. La repressione del Cremlino, tuttavia, ha reso il fenomeno ancora più complesso, con leggi che permettono il sequestro di beni e proprietà a cittadini russi residenti all’estero accusati di agire contro gli interessi del paese.

La fuga in Sud America e il doppio passaporto

La ricerca di rifugio in Sud America, in particolare in Argentina e Brasile, è diventata una strategia comune per molti russi. In Argentina, il sistema di ius soli permetteva ai nascituri di acquisire automaticamente la cittadinanza, un vantaggio che ha attirato molte famiglie. Tuttavia, con l’arrivo del presidente Milei, le leggi sono state modificate, aumentando la pressione sul Brasile, che ha cercato di trovare una via d’uscita. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la fuga non si limita alle gite intercontinentali per donne incinte, ma include anche l’acquisto di immobili in paesi limitrofi come la Georgia, dove la crescita economica è aumentata in modo significativo.

La Georgia ha visto un incremento del Pil del 9 per cento dal 2022 al 2025, grazie al flusso di investimenti da parte di russi che cercano di stabilirsi all’estero. Questo fenomeno ha un impatto notevole sull’economia del paese, ma la repressione del Cremlino ha reso il fenomeno più rischioso, con leggi che permettono il sequestro di beni e proprietà a cittadini russi accusati di agire contro gli interessi del paese.

La lotta tra due Russie

Il giornalista Maxim Trudoljubov ha dedicato un libro a questa situazione, concludendo che l’inevitabile transizione al dopo Putin sarà una lotta tra due Russie: quella dei russi che sono riusciti a fuggire e quella dei russi che rimangono a casa. Questo divide il paese in due gruppi, con una Russia dei russi di fuori e una Russia dei russi di dentro. La diffusa paura che questa lotta si verifichi è il più forte puntello sociale alla guerra in Ucraina.

La media sopravvivenza di un soldato russo sul fronte è circa mezz’ora, un dato che spiega la crescente preoccupazione per la guerra. Al contempo, la gran parte del paese cerca disperatamente notizie sui gruppi Telegram e sui canali informativi soggetti a censura, con un fenomeno che ha visto il download di circa 36 milioni di app per Vpn tra la primavera del 2025 e la primavera del 2026.

La situazione è ulteriormente complessa per chi non ha i mezzi per emigrare. Molti russi, soprattutto i mobilitabili, cercano di evitare la chiamata alle armi, spesso pagando per far “smarrire” il proprio fascicolo militare o cambiando lavoro per evitare di essere coinvolti nella mobilitazione. La repressione del Cremlino, con leggi che permettono il sequestro di beni e proprietà, ha reso il fenomeno di fuga ancora più rischioso, ma per chi ha i mezzi, è diventata una via di fuga.