Ravvedimento speciale e premi fedeltà: il governo cerca di riconciliare le partite Iva con il fisco

Il governo cerca di riconciliare le partite Iva con il fisco con nuovi incentivi e modifiche al concordato preventivo.

Partite Iva e fisco in discussione, con nuovi incentivi e modifiche al concordato preventivo
Partite Iva e fisco in discussione, con nuovi incentivi e modifiche al concordato preventivo

Il governo e le commissioni Finanze di Camera e Senato si concentrano su un tema cruciale per le circa 46 mila partite Iva che avevano aderito al primo biennio del concordato preventivo (2024-2025): il ravvedimento speciale. Questo strumento, considerato uno dei più efficaci per mantenere nel sistema i contribuenti, permette di regolarizzare la posizione fiscale anche sul periodo d’imposta precedente, con un calcolo dell’imposta sostitutiva basato sui dati storici e sugli Indici sintetici di affidabilità (Isa). L’obiettivo è spingere i contribuenti a scegliere un rapporto più stabile e trasparente con il Fisco, riducendo la necessità di controlli successivi.

Un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate

Il concordato preventivo biennale è un accordo tra il contribuente e l’Agenzia delle entrate che permette di stabilire in anticipo, per due anni, il reddito presunto su cui calcolare le imposte. Se il contribuente accetta, pagherà le tasse su quella cifra concordata, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto nei due anni successivi. Se l’attività andrà meglio del previsto, il contribuente non pagherà più imposte sulla parte eccedente; se invece gli affari andranno peggio, resterà comunque vincolato al reddito stabilito, salvo alcuni casi previsti dalla normativa.

Il tema è entrato nel decreto Omnibus correttivo della riforma fiscale, che dovrebbe tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri il 4 agosto dopo i pareri parlamentari. L’obiettivo dell’esecutivo è chiudere il provvedimento entro i primi giorni di agosto, introducendo modifiche che rendano più conveniente la collaborazione preventiva con il Fisco senza rinunciare all’efficacia dei controlli. Tra le novità, il ravvedimento speciale, che permette di estendere lo “scudo” fiscale anche al periodo d’imposta 2023, potrebbe essere reintrodotto per chi deciderà di rinnovare il concordato.

Un’alternativa per le piccole imprese

Per l’Umbria, la stima elaborata nei mesi scorsi indica un potenziale recupero fino a circa 120 milioni di euro di base imponibile. La regione, dove oltre il 95% delle aziende appartiene alla categoria delle micro e piccole imprese, presenta un elevato livello di “fedeltà fiscale” misurato attraverso gli Indici sintetici di affidabilità (Isa). Questo tessuto economico, composto prevalentemente da attività radicate sul territorio e con rapporti consolidati con clienti e fornitori, potrebbe beneficiare di un rinnovo del concordato con percentuali di adesione elevate, non tanto per l’entità dei benefici economici immediati, quanto perché ridurre il rischio di futuri contenziosi rappresenta un valore particolarmente apprezzato dalle migliaia di piccole imprese familiari che costituiscono l’ossatura dell’economia umbra.

Il ravvedimento speciale, se reintrodotto, permetterebbe ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con un’imposta sostitutiva calcolata secondo il meccanismo già sperimentato negli anni scorsi. Maggiore è il punteggio Isa, cioè il livello di affidabilità fiscale riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, minore sarebbe l’imposta dovuta per sanare il passato. L’ipotesi allo studio consentirebbe di estendere lo “scudo” fiscale anche al periodo d’imposta 2023, permettendo ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con un’imposta sostitutiva calcolata secondo il meccanismo già sperimentato negli anni scorsi.

Per evitare che semplici errori tecnici vengano trattati come comportamenti evasivi, il Parlamento propone di superare anche le sanzioni accessorie, come la sospensione dell’attività, nei casi di violazioni ripetute ma considerate di lieve entità, confermando la volontà di distinguere gli errori formali dai casi di effettiva evasione.

La regione Umbria si distingue per un alto livello di fedeltà fiscale.

Le modifiche al concordato mirano a rendere il sistema più conveniente e trasparente.