Quattro studenti sopravvissuti al rogo di Crans-Montana tornano a scuola al liceo Virgilio
Quattro studenti sopravvissuti al rogo di Crans-Montana tornano a scuola al liceo Virgilio con un rientro graduale.

Quattro studenti sopravvissuti al rogo di Crans-Montana hanno iniziato il loro primo giorno di scuola al liceo Virgilio di Milano, con un rientro graduale. I ragazzi, Sofia, Kean, Leonardo e Francesca, sono tornati in classe dopo mesi trascorsi in ospedale, accompagnati dai genitori e con misure specifiche per la loro salute. Il loro ritorno, avvenuto lunedì mattina, ha visto l’uso di un ingresso secondario per evitare l’ingresso principale, in un’atmosfera di emozione e speranza.
Un rientro graduale in base alle condizioni di salute
Il vicepreside Mario Secone ha spiegato che il rientro in classe dei quattro studenti sarà gestito in base alle indicazioni dei medici, senza ulteriori dettagli. «Il loro percorso rientra in presenza, loro ci tengono, speriamo che riescano a starci il più tempo possibile», ha detto Secone, sottolineando l’impegno della scuola a garantire un ambiente adatto alle loro esigenze. I ragazzi, che frequentano la quarta D dell’indirizzo di Scienze umane, hanno ritrovato i compagni dopo aver seguito le lezioni in ospedale e a casa, con un’esperienza che ha visto la partecipazione attiva di genitori e docenti.
Difficoltà organizzative e un ambiente adattato
Il liceo Virgilio, che deve garantire il rientro di circa 1.800 studenti, si trova in una sede con alcune difficoltà organizzative. «Compreso una sede semi-inagibile, dato che i lavori non sono ancora completati, compresa una segreteria che non abbiamo», ha spiegato Secone. La scuola ha adottato misure specifiche per i quattro studenti, come sedie più comode e un ambiente di classe adatto alle loro condizioni. I genitori hanno raccontato come i ragazzi siano stati accolti con applausi e attenzioni, con un’attenzione particolare alle loro esigenze.
La mamma di Francesca, una delle ragazze tornate a scuola, ha espresso soddisfazione per il ritorno, pur sottolineando la necessità di un supporto continuo. «Ha una gran voglia dopo sette mesi e mezzo in un letto, in una stanzetta», ha detto, aggiungendo che la ragazza vorrebbe rientrare completamente. I genitori hanno anche spiegato che Francesca seguirà le lezioni sia da casa che in presenza, a seconda delle necessità mediche, con un orario ridotto in alcune giornate. Il vicepreside Secone ha anche sottolineato che i quattro studenti non sono gli unici con esigenze particolari, ma che la scuola si impegna a supportarli. «Sfortunatamente non sono gli unici- ha detto- che hanno esigenze in più, ce ne abbiamo anche altri». L’esperienza del rientro a scuola per i quattro ragazzi rappresenta un momento significativo, non solo per loro, ma anche per l’intera comunità scolastica, che ha dimostrato attenzione e sensibilità verso le loro necessità.
Il loro rientro, accompagnato dai genitori e con un’organizzazione specifica, ha visto l’uso di un ingresso secondario per evitare l’ingresso principale. I ragazzi, che hanno seguito le lezioni in ospedale e a casa, hanno ritrovato i compagni e hanno iniziato a riprendere la vita scolastica con un’atmosfera di emozione e speranza. La scuola, con le sue misure e l’attenzione ai bisogni specifici, ha dimostrato una forte volontà di supporto, anche in un contesto di difficoltà organizzative.
