Pil italiano cresce a +0,2% nel secondo trimestre, ma industria in flessione

Pil italiano cresce a +0,2% nel secondo trimestre, industria in flessione

Economia italiana cresce a +0,2% nel secondo trimestre, industria in flessione
Economia italiana cresce a +0,2% nel secondo trimestre, industria in flessione

L’Italia ha registrato una crescita del prodotto interno lordo (Pil) del 0,2% nel secondo trimestre del 2026, un dato migliore delle attese degli analisti. La crescita, tuttavia, è stata sostenuta principalmente dai consumi e dagli investimenti domestici, mentre il commercio con l’estero continua a rappresentare un freno. L’Istat ha reso noto i dati preliminari, che segnano un miglioramento rispetto alla previsione di una sostanziale stagnazione. La crescita annuale del Pil è salita dallo 0,6% allo 0,8% per il 2026, grazie a questa performance.

Industria in flessione, tensioni commerciali persistenti

Nonostante la crescita del Pil, il settore industriale ha registrato una flessione, con un calo del valore aggiunto. La domanda internazionale rimane incerta, e le tensioni commerciali continuano a pesare sugli scambi. L’Istat ha evidenziato un “lieve rallentamento congiunturale” rispetto all’inizio dell’anno, confermando segnali di debolezza nel manifatturiero. La composizione della domanda conferma questa tendenza: la domanda interna ha fornito un contributo positivo, mentre la componente estera ha avuto un effetto negativo. La crescita del Pil è stata sostenuta soprattutto dai consumi e dagli investimenti domestici, che hanno contribuito alla domanda interna. Il settore dei servizi ha registrato un contributo positivo, mentre l’industria e l’agricoltura hanno visto una flessione. L’Istat ha sottolineato che il commercio con l’estero rimane un fattore limitante per la crescita. La domanda estera netta ha avuto un effetto negativo, riducendo la spinta alla crescita.

Congiuntura in equilibrio tra dinamiche interne ed esterne

La crescita del Pil nel secondo trimestre del 2026 rappresenta un passo avanti rispetto alle previsioni, ma non è sufficiente a garantire una ripresa sostenuta. L’industria, in particolare, rimane un settore fragile, con segnali di debolezza che persistono. L’Istat ha ribadito che la domanda interna è al momento il motore principale dell’economia, ma il futuro dipenderà in gran parte dal miglioramento delle esportazioni e della produzione manifatturiera.

Sebbene il dato allontani lo spettro di una fase di stagnazione, l’Istat ha messo in guardia: senza un miglioramento del manifatturiero e della domanda estera, sarà difficile immaginare un’accelerazione più robusta della crescita nella seconda parte dell’anno. La congiuntura italiana, quindi, si muove a basso regime, con un’attività economica sostenuta principalmente da dinamiche interne. La crescita del Pil è stata sostenuta da consumi e investimenti domestici, ma il commercio con l’estero rimane un fattore limitante. L’industria, in particolare, ha visto una flessione del valore aggiunto, con segnali di debolezza persistenti. L’Istat ha sottolineato che la domanda interna è al momento il motore principale dell’economia, ma il futuro dipenderà in gran parte dal miglioramento delle esportazioni e della produzione manifatturiera.