Naufragio alle Canarie: il vescovo chiede basta alle morti in mare
Naufragio alle Canarie: il vescovo chiede basta alle morti in mare

Il 5 settembre 2026, un naufragio ha causato decine di vittime lungo la rotta atlantica, con un’imbarcazione partita dal Gambia che ha trascorso 27 giorni alla deriva prima di essere raggiunta da soccorso marittimo spagnolo. Il vescovo delle Canarie, José Mazuelos Pérez, ha espresso un forte dolore per la tragedia, sottolineando che “dietro ogni migrante c’è un volto e una storia”. L’evento ha messo in luce la sofferenza di chi fugga da povertà, guerra o persecuzioni, spesso senza alcun supporto o protezione. La morte di una madre e del suo bambino ha suscitato un grido silenzioso che interpella la coscienza di ciascuno.
Un appello per la dignità dei migranti
Il vescovo ha chiesto di non perdere mai di vista il rispetto della dignità di ogni persona, in particolare di chi è costretto a lasciare la propria casa alla ricerca di un futuro migliore. “Tutti noi, l’Europa, la Spagna e la comunità internazionale, dobbiamo impegnarci affinché l’Atlantico non sia più un cimitero”, ha detto. L’appello del vescovo è rivolto a tutti, con l’obiettivo di fermare le morti in mare e di tutelare la dignità di chi attraversa l’oceano in cerca di un’alternativa. La tragedia ha suscitato un forte lutto nelle isole Canarie.
Contrastare le mafie e i trafficanti
Il vescovo ha condannato con forza le mafie e i trafficanti di esseri umani, che sfruttano la disperazione dei migranti. “Ciò significa guardare ai Paesi di origine, contrastare le mafie che sfruttano la disperazione delle persone, smettere di fare politica sulla pelle dei migranti, rinunciare alla ricerca di facili consensi e abbandonare narrazioni costruite per imporre le proprie posizioni”, ha sottolineato. L’appello del vescovo è un richiamo alla responsabilità di tutti, affinché si possa trovare una soluzione concreta per fermare le morti in mare e garantire un futuro migliore a chi fugga da situazioni di sofferenza.
Il soccorso marittimo spagnolo ha affermato di aver salvato “solo” 44 persone a bordo dell’imbarcazione, tutti uomini di origine subsahariana. Stando al racconto dei sopravvissuti, a bordo del caicco, salpato dal Gambia 27 giorni fa, viaggiavano complessivamente 128 migranti. La tragedia ha suscitato un forte lutto nelle isole Canarie, dove la comunità cattolica ha espresso profonda tristezza per le morti avvenute. Il vescovo ha sottolineato che è tempo di dire basta e di mettere al centro la dignità della persona, smettendo di utilizzare il fenomeno migratorio per costruire narrazioni e strategie politiche. La questione è complessa, ma tutti dobbiamo impegnarci per trovare soluzioni.
Il vescovo ha ricordato che il Papa, durante il suo recente viaggio apostolico in Spagna, aveva invitato a “alzare lo sguardo” e a riconoscere la dignità di ogni persona. “A questo ci invitava il Papa: a comprendere che dietro ogni migrante c’è un volto, una storia, una vita”, ha detto. L’appello del vescovo è un richiamo alla responsabilità di tutti, affinché si possa trovare una soluzione concreta per fermare le morti in mare e garantire un futuro migliore a chi fugga da situazioni di sofferenza. La dignità dei migranti deve essere tutelata.
La tragedia ha suscitato un forte lutto nelle isole Canarie, dove la comunità cattolica ha espresso profonda tristezza per le morti avvenute. Il vescovo ha sottolineato che è tempo di dire basta e di mettere al centro la dignità della persona, smettendo di utilizzare il fenomeno migratorio per costruire narrazioni e strategie politiche. La questione è complessa e difficile, ma tutti dobbiamo impegnarci per trovare soluzioni. Il vescovo ha espresso la speranza che queste morti possano diventare una luce capace di guidare verso un cambiamento, affinché insieme si possa porre fine a queste tragedie.
La comunità internazionale deve agire per fermare le morti in mare e garantire un futuro migliore a chi fugga da situazioni di sofferenza. Il vescovo ha chiesto di non perdere mai di vista il rispetto della dignità di ogni persona, in particolare di chi è costretto a lasciare la propria casa alla ricerca di un futuro migliore. La dignità dei migranti deve essere tutelata.
