L’ennesima tragedia sul Brenta: i sindaci chiedono più prevenzione
Altra vittima sul Brenta: sindaci chiedono maggiore prevenzione e sensibilizzazione

Un’altra tragedia sul Brenta, i sindaci chiedono più prevenzione
Un’altra tragedia ha colpito il fiume Brenta, questa volta a Fontaniva, dove un uomo di 34 anni, Peter Osaro, è morto dopo essere scomparso in acqua durante un’escursione con amici. L’episodio, verificatosi sabato sera, ha suscitato profonda preoccupazione tra i cittadini e le istituzioni locali. I sindaci delle aree interessate hanno lanciato un appello per una maggiore prevenzione e sensibilizzazione, sottolineando i rischi del fiume, che pur essendo una risorsa naturale, può nascondere pericoli insidiosi. La prevenzione e la prudenza possono salvare delle vite. Il sindaco di Fontaniva, Alberto Trento, ha espresso profondo dolore e vicinanza alle famiglie della vittima, sottolineando l’importanza di rispettare le norme e di investire in prevenzione. «La prevenzione e la prudenza possono salvare delle vite», ha dichiarato.
Le aree fluviali e i divieti di balneazione
Le aree del Brenta, specialmente in prossimità di Fontaniva e Carmignano, sono diventate luoghi di incontro per molti cittadini, soprattutto come alternativa alle spiagge costiere. Tuttavia, il fiume è segnato da divieti di balneazione, indicati da cartelli e segnaletica lungo le rive. Nonostante queste misure, l’incidente ha dimostrato che i rischi non sono mai completamente eliminati. I cartelli, spesso in inglese e arabo, ricordano chiaramente i divieti, ma non sempre sono sufficienti a prevenire incidenti.
Nonostante i divieti, i rischi non sono mai completamente eliminati. Il corso del Brenta è più ampio nel tratto padovano, che tocca Cittadella, Fontaniva, Grantorto, Piazzola sul Brenta e Campo San Martino, restringendosi a Curtarolo. Nel tempo si sono create aree molto belle dove trascorrere una giornata tra il verde, opzione più economica alle spiagge del mare. La comunità, pur conoscendo le insidie indicate nei cartelli, non sempre riesce a evitare incidenti. L’ultimo annegato, Peter Osaro, era in compagnia di alcuni amici che, verso le 20, nel momento di far rientro a casa, si accorgono della sua assenza. Lo ritrovano in acqua, chiamano i soccorsi, ma all’arrivo del Suem non c’è nulla da fare. Era morto da un po’.
Il sindaco Dario Luigi Tardivo ha sottolineato che il fiume è una risorsa straordinaria del nostro territorio, ma va affrontato con grande rispetto, perché può nascondere pericoli spesso invisibili, come correnti e mulinelli. Per questo ritengo fondamentale continuare a investire sulla prevenzione, sull’informazione e sulla sensibilizzazione, affinché tutti siano consapevoli dei rischi e possano vivere il fiume in sicurezza. L’ex consigliere regionale leghista oggi con Futuro Nazionale Luciano Sandonà, residente a Fontaniva, aveva chiesto la chiusura totale dell’area a seguito di numerosi morti. I sindaci, però, preferiscono un approccio più graduale, basato su informazione e sensibilizzazione. L’obiettivo è quello di evitare futuri drammi, anche se il fiume, pur con le sue bellezze, resta un ambiente pericoloso.
La tragedia di Peter Osaro rappresenta un altro episodio drammatico che mette in luce le sfide della gestione dei corsi d’acqua in Italia. Nonostante i divieti e le segnaletiche, i rischi non sono mai completamente eliminati. I sindaci, insieme a enti locali e servizi di soccorso, stanno cercando soluzioni concrete per migliorare la sicurezza lungo il Brenta, un fiume che, pur essendo una risorsa straordinaria, richiede sempre maggiore attenzione e rispetto.
