Empoli, comitati chiedono verifica del Piano Operativo: “Contraddizione sul rischio idraulico”

Comitati di Empoli chiedono verifica del Piano Operativo: contraddizione sul rischio idraulico e sicurezza per tutti i cittadini.

Comitati di Empoli chiedono verifica del Piano Operativo per evitare costruzioni in aree a rischio idraulico
Comitati di Empoli chiedono verifica del Piano Operativo per evitare costruzioni in aree a rischio idraulico

Contraddizione tra piano strutturale e piano operativo

I comitati di Empoli, tra cui Trasparenza per Empoli, Alluvionati 14 Marzo, Carraia, San Martino-Serravalle e Santa Maria, hanno lanciato un appello per una verifica pubblica del Piano Operativo Comunale (POC), sottolineando una contraddizione tra il Piano Strutturale Intercomunale (PSI) e le previsioni urbanistiche del POC. Il PSI ha individuato con attenzione le aree a rischio idraulico, ma il POC sembra prevedere interventi proprio in quelle zone. I comitati ritenono che il principio approvato dal Consiglio Comunale nel DUP (Documento Urbanistico Programmatico) non venga rispettato, mettendo a rischio la sicurezza degli abitanti. Dopo tre alluvioni negli ultimi anni, non è più accettabile cercare il modo per costruire in aree a rischio.

Richiesta di una commissione consiliare

I comitati chiedono che, prima dell’approvazione definitiva del POC, venga convocata una specifica Commissione consiliare. La commissione dovrà verificare, una per una, le previsioni edificatorie del POC rispetto alla cartografia del rischio idraulico. L’obiettivo è garantire che non siano presenti trasformazioni urbanistiche in aree a rischio, come quelle P2 e P3, o previsioni interessate da magnitudo severa o molto severa. I comitati sottolineano che il principio di non costruire in aree a rischio non deve essere applicato solo a Ponzano, ma a tutta la città. Non si tratta di stabilire opere di mitigazione, ma di rispettare l’impegno già assunto.

I comitati rilevano che, sovrapponendo le previsioni del Piano Operativo alla cartografia idraulica, risultano trasformazioni urbanistiche in aree interessate da pericolosità idraulica. Questo contrasta con il DUP, che ha scritto che il PSI individua con scrupolosa attenzione le aree soggette a rischio idraulico e che il POC non prevede interventi in tali aree. Il problema è che, nel POC, sono presenti previsioni che ricadono in aree a rischio, contravvenendo a quanto stabilito.

Le critiche al piano operativo

Secondo i comitati, il POC non rispetta il principio di sostenibilità e tutela del suolo, che era stato espresso nel DUP. Le nuove edificazioni previste nel POC sono aumentate, mentre la quota di riuso dell’esistente è diminuita. Questo contrasta con le finalità del PSI, che mira a contenere il consumo di suolo e adattarsi ai cambiamenti climatici. I comitati ritenuto che il piano operativo non abbia rispettato le linee guida approvate, mettendo a rischio la sicurezza di tutta la popolazione.

I comitati sottolineano che, nel percorso che ha portato dalla prima proposta all’approvazione del PSI, le nuove edificazioni sono aumentate mentre la quota di riuso dell’esistente è diminuita. Questo dopo anni di osservazioni, pareri, valutazioni ambientali e modifiche, mentre gli stessi documenti del Piano richiamano tutela del suolo, adattamento ai cambiamenti climatici e contenimento del consumo di nuovo territorio per contenimento del rischio idraulico. Non basta scrivere che bisogna consumare meno suolo se, alla fine del percorso, aumenta ciò che si prevede di costruire sul nuovo e diminuisce ciò che si recupera dell’esistente.

Chiusura del dibattito e richiesta di trasparenza

I comitati hanno chiesto che, se il principio del DUP è realmente stato approvato, le previsioni del POC che ricadono in aree a rischio vengano eliminate prima dell’approvazione definitiva. Non si tratta di stabilire opere di mitigazione, ma di rispettare l’impegno già assunto. La richiesta di trasparenza e di una verifica pubblica è motivata dal fatto che, dopo tre alluvioni negli ultimi anni, non è più accettabile costruire in aree a rischio. I comitati chiedono quindi un approccio coerente e equo per tutelare tutti i cittadini. La richiesta di una Commissione consiliare specifica è volta a garantire che non esista un principio valido per Ponzano e un principio diverso per gli abitanti delle altre parti della città. Se il rischio idraulico è stato motivo sufficiente per eliminare una previsione a Ponzano, lo stesso criterio deve essere applicato a tutte le previsioni del Piano Operativo, garantendo a tutti i cittadini gli stessi diritti e livelli di sicurezza. Dove c’è rischio idraulico non si costruisce, a Ponzano come nel resto di Empoli.