Morte di Elton Bani. Testimonianze smentiscono dichiarazioni dei carabinieri
Morte di Elton Bani dopo uso del taser da parte dei carabinieri, testimonianze smentiscono dichiarazioni ufficiali.

Il 18 agosto 2025, a Sant’Olcese in provincia di Genova, un operaio di origine albanese, Elton Bani, è morto dopo un intervento dei carabinieri. Due testimonianze, raccolte durante un’indagine probatoria, hanno smentito le dichiarazioni dei militari presenti sul posto, che avevano indicato l’uomo come aggressivo e in colluttazione. Secondo il primo testimone, Bani era «agitato», ma non aggressivo, e aveva bisogno di cure mediche. L’uomo, di 41 anni, era seduto in macchina e parlava al telefono quando ha iniziato a comportarsi in modo incoerente, percorrendo tratti a zig zag e fermandosi poco dopo. Gli operatori del 118 hanno tentato per quindici minuti di calmarlo e convincerlo a farsi accompagnare in ospedale, senza successo. Hanno quindi chiesto l’intervento dei carabinieri.
Testimonianze contrastanti con le annotazioni dei militari
Secondo il primo testimone, che ha assistito all’intera scena, uno dei carabinieri ha chiesto cosa stesse succedendo. L’uomo, però, non era in colluttazione né tentava di sottrarre la pistola a un militare, come indicato nelle annotazioni di servizio. I carabinieri, invece, avevano scritto che Bani fosse «molto aggressivo» e cercasse una colluttazione. Il testimone ha raccontato che l’uomo era «agitato, stava male, ma non era aggressivo» e che «bisognava portarlo in ospedale». Un secondo testimone, che ha assistito alla scena da distanza, ha confermato uno stato simile: Bani era «nervoso», «parlava e urlava in italiano e in albanese», ma non metteva in pericolo nessuno.
Le annotazioni dei carabinieri non corrispondono alle testimonianze. I militari avevano indicato Bani come aggressivo e in colluttazione, ma i due testimoni hanno smentito questa descrizione. Secondo il primo, l’uomo era solo agitato e non aveva alcuna intenzione di mettere in pericolo se stesso o gli altri. Il secondo testimone ha confermato che Bani non era in colluttazione e non aveva alcun comportamento ostile.
Usi del taser e conseguenze letali
Dopo l’intervento dei carabinieri, Bani è stato sottoposto a una perquisizione, ma non è stato trovato nulla. I militari hanno quindi detto all’uomo: «Se non vuoi andare in ospedale non puoi stare qua, devi andare a casa». Bani, però, non ha intenzione di seguirli. Secondo il primo testimone, i carabinieri lo hanno preso di forza per portarlo dentro il condominio. Il secondo testimone, invece, ha raccontato che Bani fosse sceso dall’auto in modo tranquillo e volontario, insieme ai quattro carabinieri, e si fosse diretto verso l’ingresso del palazzo. Dopo circa 15-20 minuti, Bani, che non voleva salire in casa, si è aggrappato con la mano destra alla ringhiera della prima rampa di scale. I carabinieri hanno cercato di staccarlo, anche con alcuni colpi.
Il taser è stato usato tre volte, con conseguenze gravi. Una volta a terra, Bani è stato colpito con uno schiaffo e un calcio sul fianco. In quattro anni sette persone sono morte dopo l’uso del Taser: tutte le zone d’ombra dell’arma. A terra, girato a faccia in giù, i militari riescono ad ammanettargli solo un polso; l’altra mano resta sotto la pancia, dove l’uomo tiene il bancomat, le chiavi di casa e una banconota. È in questo momento che uno dei carabinieri avvisa i colleghi dell’uso imminente del taser: «Attenti, sparo». Gli altri si allontanano e Bani, che nel frattempo riesce a divincolarsi, viene colpito al busto. Nonostante il colpo, i militari non riescono a immobilizzarlo e decidono di sparare una seconda volta: i dardi colpiscono sia Bani sia la mano di un carabiniere. L’uomo riesce nuovamente a liberarsi, anche se provato.
Il taser viene quindi passato a un altro militare e, mentre Bani si trascina verso l’uscita, viene colpito una terza volta alla schiena. I militari riescono ad ammanettarlo. Subito dopo, però, gridano agli operatori del 118 «Non respira, non respira. Venite veloce perché non respira». Il testimone racconta che, mentre aiuta gli operatori a spostare Bani all’interno del portone, l’uomo perdeva «tanta acqua dalla bocca e liquido giallo». I soccorritori chiedono di togliere le manette per tentare la rianimazione, ma Elton Bani non si riprenderà più.
