Il mistero dello Smemorato di Collegno: un caso senza fine
Un caso centenario che ha diviso famiglie e popolazione, con un pronipote che riapre il dibattito.

Un caso che non ha mai smesso di interessare
Il mistero dello Smemorato di Collegno, un caso che ha scosso l’Italia negli anni venti del Novecento, rimane ancora oggi un tema di dibattito. Il pronipote di Giulio Canella, morto durante la Prima guerra mondiale, ha riconosciuto in un uomo senza memoria il proprio bisnonno, ma per la legge l’uomo non era il suo antenato. Guido Canella, 47 anni, programmatore informatico e residente in Asti, ha parlato pubblicamente per la prima volta, riaprendo un caso che ha ispirato scrittori e registi come Pirandello e Totò. La famiglia Canella ha subìto un torto, e il pronipote ha deciso di dire la sua. La famiglia Canella ha subìto un torto, e il pronipote ha deciso di dire la sua.
Un’identità in gioco tra due famiglie
Nel 1927, quando le “leggi fascistissime” erano appena varate, la storia di un uomo senza memoria, ricoverato al manicomio di Collegno, è diventata un simbolo dell’assurdo. La donna, Giulia Canella, aveva riconosciuto in lui il marito, professore di filosofia veronese, creduto morto da dieci anni. Tuttavia, la famiglia Bruneri, rappresentata da Mario Bruneri, un tipografo scomparso da sei anni, ha rivendicato l’identità dell’uomo. I tribunali, dopo quattro anni di battaglia legale, hanno dato ragione ai Bruneri, ma per la famiglia Canella è stato un torto. Il processo ha avuto conseguenze inaspettate, con Mario Bruneri che ha vissuto in Brasile con la signora Canella e ha pubblicato libri di filosofia.
Il processo ha avuto conseguenze inaspettate, con Mario Bruneri che ha vissuto in Brasile con la signora Canella. Il mistero, dopo cento anni, rimane. La storia delle due famiglie, l’identità dell’uomo senza memoria, e le conseguenze di un processo viziato continuano a suscitare interesse. Il caso ha ispirato scrittori, attori e registi, ma per la famiglia Canella è un’ingiustizia che non è mai stata risolta. Il pronipote, Guido Canella, ha deciso di parlare, ma il mistero, come sempre, non ha ancora trovato una risposta definitiva.
Il gip ha dichiarato che il caso è stato strumentalizzato dal fascismo, un’opinione diffusa e studiata. Il pronipote di Canella, Guido, ha deciso di parlare al microfono della chiesa di San Restituito a Sauze di Cesana, in un incontro organizzato per ricordare il centenario del caso. «Non vogliamo riaprire il processo, ma raccontare una storia di cento anni fa», ha detto l’animatore dell’estate culturale sauzina, Alessandro Battaglino.
Il caso dello Smemorato di Collegno è diventato un simbolo dell’assurdo e dell’ingiustizia. L’uomo senza memoria, che ha vissuto per dieci anni senza ricordare la propria identità, è stato strappato alla famiglia Canella e ha pagato le colpe di un altro. Il pronipote ha rivelato che il processo è stato gravemente viziato, con prove e testimonianze non considerate. «Il mio bisnonno non è mai stato interrogato, e molte prove non sono state valutate», spiega. Inoltre, il caso ha avuto conseguenze inaspettate: Mario Bruneri, identificato come lo Smemorato, è andato a vivere in Brasile con la signora Canella e ha pubblicato libri di filosofia, un fatto che non torna.
Il processo è stato gravemente viziato, con prove e testimonianze non considerate. Il mistero, dopo cento anni, rimane. La storia delle due famiglie, l’identità dell’uomo senza memoria, e le conseguenze di un processo viziato continuano a suscitare interesse. Il caso ha ispirato scrittori, attori e registi, ma per la famiglia Canella è un’ingiustizia che non è mai stata risolta. Il pronipote, Guido Canella, ha deciso di parlare, ma il mistero, come sempre, non ha ancora trovato una risposta definitiva.
