Marco Pusceddu ucciso per commissione, arrestati quattro uomini a Sassari

Quattro uomini arrestati per l’omicidio di Marco Pusceddu a Sassari, commesso per circa 15mila euro.

Quattro uomini arrestati per l'omicidio di Marco Pusceddu a Sassari, con movente di dissidi sentimentali e professionali
Quattro uomini arrestati per l’omicidio di Marco Pusceddu a Sassari, con movente di dissidi sentimentali e professionali

Un anno dopo l’omicidio di Marco Pusceddu, i carabinieri hanno arrestato quattro uomini accusati di averlo ucciso per commissione. Il delitto, avvenuto il 7 agosto 2025 a Buddusò, nel Sassarese, è stato riconosciuto come un omicidio volontario premeditato, con un movente legato a dissidi personali di natura sentimentale e professionale. Gli inquirenti hanno ricostruito i fatti grazie a intercettazioni e immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno permesso di identificare i presunti mandanti e gli esecutori materiali del delitto. I quattro indagati sono stati arrestati su ordine della Procura e su ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Sassari, e sono accusati di detenzione e porto illegale di armi.

La commissione del delitto e il movente

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il delitto sarebbe stato commissionato per circa 15mila euro, in seguito a dissidi personali tra la vittima e i presunti mandanti. L’omicidio è avvenuto mentre Marco Pusceddu si trovava nella sede dell’associazione Intervol, a Buddusò. A sparare era stata una persona con il volto scoperto, che aveva chiesto esplicitamente di lui, per poi darsi alla fuga nelle vie della cittadina del Monte Acuto. La vittima è stata colpita alla testa da una piccozza da muratore, anch’essa recuperata dagli inquirenti, restando gravemente ferito.

Dagli accertamenti è emersa anche una precedente aggressione subita da Marco Pusceddu a Carbonia il 28 aprile 2025, circa tre mesi prima dell’omicidio, in una piazzola di sosta. Questo episodio potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di tensione tra la vittima e i presunti mandanti. Gli inquirenti hanno ricostruito gli spostamenti dei presunti killer, grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, e hanno recuperato l’arma del delitto: una pistola calibro 7,65 con la matricola abrasa.

Le indagini e i dettagli del caso

I quattro indagati sono stati portati al carcere di Uta, a Cagliari, dove sono stati sottoposti a interrogatorio. Gli inquirenti hanno sottolineato come la commissione dell’omicidio sia avvenuta in seguito a un accordo tra i soggetti coinvolti, con un pagamento di circa 15mila euro. La vittima, un soccorritore 51enne, era noto per la sua attività di volontariato e per il suo impegno nella comunità locale.

Le indagini sono in corso per chiarire i dettagli del rapporto tra i presunti mandanti e gli esecutori materiali del delitto. Gli inquirenti hanno espresso la loro determinazione a proseguire le indagini e a garantire la giustizia per la vittima e per la sua famiglia. L’omicidio di Marco Pusceddu rappresenta un episodio grave e preoccupante per la comunità sarda, che ha espresso solidarietà e condanna per l’atto criminoso. Le autorità continueranno a monitorare le dinamiche del caso e a cercare eventuali ulteriori elementi che possano chiarire i rapporti tra i soggetti coinvolti. La vittima era un soccorritore attivo e impegnato nella comunità. Le indagini hanno permesso di ricostruire i fatti grazie a prove tecniche e testimonianze.