Luna Darin, artigiana veneziana, muore di West Nile prima della presentazione del suo docufilm

Luna Darin muore di West Nile prima della presentazione del suo docufilm a Venezia

Una giovane artigiana veneziana muore di West Nile prima della presentazione del suo docufilm a Venezia
Una giovane artigiana veneziana muore di West Nile prima della presentazione del suo docufilm a Venezia

Luna Darin, giovane artigiana veneziana, è morta di West Nile il giorno prima della presentazione del suo docufilm alla Mostra del Cinema. La giovane, figlia di una famiglia di perlai, aveva dedicato la sua vita all’arte delle perle, trasformando la sua passione in un’opera d’arte. Il documentario “Custodi. L’eredità culturale di Venezia”, voluto dalla Soprintendenza, doveva essere presentato ieri al Lido, ma Luna non c’era più. La malattia, contratta da una zanzara, ha avuto esiti gravi, causando la sua morte in meno di due settimane.

Una passione che si trasformava in arte

Luna aveva iniziato a lavorare nel negozio della madre fin da adolescente, dopo le superiori, e aveva sviluppato una passione per l’antico mestiere della Perlera. La sua arte, nata da una gioia infantile per «imparare a infilare gioielli», si era trasformata in un’opera d’arte unica. Con il compagno Luca, con cui condivideva la passione per il vetro, aveva aperto un nuovo laboratorio a San Cassino, lontano dal caos turistico delle Guglie. Il laboratorio, chiamato “Alchimia Vitrum”, era un progetto ambizioso, che mirava a portare avanti l’arte delle perle veneziane in un nuovo contesto.

La morte di Luna ha colpito profondamente i familiari, i colleghi e i tanti che l’avevano conosciuta. «Era amata da tutti, piena di energia e di entusiasmo», ha detto la madre Liliana Vianello. Il documentario, realizzato con il regista Andrea Longhin, è stato presentato ieri, ma senza la sua voce. «Ho dovuto trovare la forza di esserci – ha raccontato Liliana – Lei è la protagonista di tutto. É il suo film. Luna è nata e cresciuta tra le perle». Il film, che racconta l’eredità culturale di Venezia, è diventato un simbolo della sua vita e della sua passione.

La sua arte, nata da una passione infantile, è diventata un’opera d’arte unica.

Un’eredità che non muore

La morte di Luna ha scosso l’intera comunità artigiana veneziana. «Lei era la più giovane di tutti noi, ma sempre attiva, presente, piena di idee», ha commentato Marisa Convento, presidente del Comitato per la salvaguardia dell’arte delle perle di vetro veneziane. Il documentario, che è stato presentato allo spazio Eventi dell’Excelsior, ha visto una partecipazione commossa. «Vederla sullo schermo e percepire la sua assenza è stato così brutale», ha detto una partecipante. La sua passione, che si trasferirà in un bene culturale, sarà custodita per sempre.

La Soprintendenza ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno di Luna, che ha contribuito a salvaguardare l’arte delle perle veneziane. «Tutto l’amore che metteva nel suo lavoro si vede nel documentario e nel resto del girato che resterà nei nostri archivi», ha detto Sara Bini, funzionaria della Soprintendenza. La sua storia, pur triste, è un ricordo che rimarrà con tutti. La sua arte, il suo entusiasmo, la sua passione per il vetro e le perle, saranno sempre parte della cultura veneziana.

La sua passione per l’arte delle perle è diventata un bene culturale che sarà custodito.