Lavoratori dell’ultimo miglio in pericolo: il costo umano del sistema algoritmico

Lavoratori dell’ultimo miglio in pericolo: il costo umano del sistema algoritmico

Lavoratori dell’ultimo miglio in pericolo, gestione algoritmica, condizioni di lavoro
Lavoratori dell’ultimo miglio in pericolo, gestione algoritmica, condizioni di lavoro

Un sistema in cui la vita umana non è contabilizzata

Lavoratori dell’ultimo miglio, corrieri, rider e driver, sono sempre più in balia di algoritmi che riducono i tempi di consegna e i costi del lavoro, a scapito della loro salute e della loro dignità. Il caso di Pasquale Andriotta, morto a 42 anni durante una consegna a Piacenza, ha messo in luce una realtà drammatica: il sistema di logistica dell’ultimo miglio, trainato dall’e-commerce, si basa su un modello di business che privilegia la velocità e la riduzione dei costi, a scapito delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei dipendenti. La sua morte, avvenuta all’ultimo giorno del suo contratto a termine, ha suscitato indignazione e preoccupazione tra i sindacati e i lavoratori.

La gestione algoritmica ha reso i lavoratori più vulnerabili. Secondo uno studio del 2025 del Labour&LawIssues, le pratiche di “management algoritmico” si insinuano proprio all’interno dell’ultimo miglio, consentendo un controllo minuzioso dell’attività dei lavoratori e la loro gestione automatica. Questo modello, finalizzato all’efficientamento e al contingentamento dei tempi di consegna, ha reso i lavoratori più esposti a stress e condizioni di lavoro insostenibili. Le condizioni climatiche stagionali, come il caldo estivo, amplificano gli effetti negativi su questi operatori, che spesso non hanno la possibilità di fermarsi o di rifiutare un carico.

Un modello di business che non rispetta i diritti

L’aumento del subappalto ha reso il sistema di logistica sempre più complesso e sfruttato. Secondo uno studio del 2025 dell’European Transport Workers Federation, la verticalizzazione della catena di approvvigionamento e lo sviluppo della logistica dell’ultimo miglio sono accompagnati da un aumento del subappalto, che spesso non è dettato da necessità ma da una strategia per ridurre i costi del lavoro. «Spesso il subappalto non è dettato dalla necessità di acquisire un servizio specializzato, ma rappresenta piuttosto il modo in cui le aziende di logistica strutturano il proprio modello di business per risparmiare sui costi del lavoro», sottolinea lo studio.

Il reato di gangmastering è diventato un modello di business. Le aziende di logistica, come Brt e Amazon, sono state perseguite penalmente per il reato di “gangmastering”, che include l’intermediazione illecita e l’sfruttamento del lavoro. Tuttavia, il reato è diventato talmente diffuso che molte aziende non lo considerano più un problema. «Un reato ormai diventato il modello di business delle principali aziende di logistica ed è talmente diffuso che queste non lo considerano più un reato», sostiene un documento del 2025. Questo scenario ha reso i lavoratori dell’ultimo miglio sempre più vulnerabili, con condizioni di lavoro che spesso non rispettano neppure le norme di base.

Lavoratori in appalto, spesso in contratto a termine, non hanno diritti stabili e sono costretti a fare migliaia di consegne al giorno, con orari e ritmi che ricordano una catena di montaggio meccanizzata. «La percorrenza di quella distanza, e il suo tracciamento sull’app, misura agli occhi del consumatore la credibilità dell’azienda», sostiene un documento del 2025. Ma per i lavoratori, questa credibilità si paga con la loro salute e la loro vita. La Filt-Cgil, insieme ai sindacati Uil, Usb e Sicobas, ha portato all’attenzione della prefettura le condizioni di lavoro e di sicurezza all’interno del magazzino Brt di Caorso, denunciando spazi congestionati, mancanza di climatizzazione e un ambiente di lavoro insostenibile. I lavoratori, spesso invisibili, sono costretti a fare migliaia di consegne al giorno, con orari e ritmi che ricordano una catena di montaggio meccanizzata. La loro salute e la loro vita sono sempre più a rischio, nel nome di un sistema che privilegia la velocità e i profitti.