Mariama Barry investita al primo giorno di lavoro, muore a 20 anni. Genitori: «Non ci hanno detto nulla»

Tragedia a Stigliano: ventenne investita mentre andava al lavoro, genitori chiedono verità.

Genitori in lacrime di fronte a casa di Mariama Barry, investita mentre andava al lavoro
Genitori in lacrime di fronte a casa di Mariama Barry, investita mentre andava al lavoro

Mariama Barry, ventenne di Stigliano, è morta dopo essere stata investita mentre andava al lavoro, il primo giorno di lavoro. La tragedia si è verificata a Stigliano, in provincia di Venezia, poco dopo le dieci, quando la giovane stava attraversando la strada per raggiungere Mestre in autobus. I genitori, in lacrime, raccontano di non aver ricevuto alcuna informazione sull’accaduto e di non sapere cosa sia realmente successo. «Così me l’hanno ammazzata», ha detto la madre, mentre i genitori attendono le decine di parenti che si sono radunati davanti alla casa per dare supporto.

Un primo giorno di lavoro triste e improvviso

Mariama, che aveva appena finito la maturità e si era iscritta a Padova per studiare Relazioni internazionali, aveva deciso di mettere da parte una parte del suo stipendio per pagarsi gli studi e aiutare la famiglia. Il suo obiettivo era trovare un modo per migliorare la cura dell’anemia falciforme in Africa, una malattia che colpisce molte persone in quelle zone. La sua passione per lo studio era la sua forza, ma non è bastata a salvarla. La giovane, però, non ha visto la fine del suo primo giorno di lavoro. «Era sulle strisce pedonali, non ci posso credere», ha aggiunto il padre, che ha raccontato di averla salutata poco prima di andare in Comune.

La strada che conosceva bene

La famiglia racconta che Mariama aveva sempre attraversato quel tratto di strada con prudenza, lo faceva sempre. «Era una ragazza molto prudente, non si sarebbe mai gettata in strada senza guardare», ha detto la madre. La giovane, però, è stata travolta da un’auto e poi da un furgone, morendo sul colpo. «Nessuno ci ha detto nulla, ora sappiamo che le telecamere non funzionavano», ha spiegato il padre, che ha visto la figlia distesa in mezzo alla strada, sotto ad un telo bianco, non più viva. Non hanno mai ricevuto spiegazioni, né hanno visto la verità.

La casa è buia e silenziosa, le finestre sono chiuse. I genitori si passano di mano il telefono, leggendo gli aggiornamenti della notizia dei giornali, piangendo sulla foto della figlia che compare sui siti che parlano della tragedia avvenuta quella mattina. «Era così dolce, un angelo», ha detto la madre, tenendosi il volto fra le mani. La famiglia attende le decine di parenti che si sono radunati in via Giotto per dare supporto ai genitori e alle sorelle di Mariama. «Vogliamo chiarezza, vogliamo sapere che cos’è successo», ha chiesto il padre, con voce spezzata.

La tragedia ha colpito una famiglia che aveva sempre sperato in un futuro migliore per Mariama. La sua determinazione e la sua passione per lo studio sono state le sue armi, ma non hanno potuto salvare la sua vita. La famiglia chiede verità e giustizia, sperando che le autorità possano chiarire cosa è realmente successo. Non ci hanno detto nulla, e non hanno visto la verità. La sua storia è un ricordo che non si cancellerà mai.