L’Italia chiede supporto all’UE per proteggere la rotta di Bab el Mandeb dopo attacco Houthi
L’Italia chiede supporto all’Ue per proteggere la rotta di Bab el Mandeb dopo attacco Houthi
L’Italia si trova a un bivio tra la protezione della rotta marittima di Bab el Mandeb e il rischio di essere trascinata in un’escalation militare nel Medio Oriente. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto al Consiglio europeo di fornire un sostegno alla missione Aspides, attiva da tre anni, per garantire la sicurezza del traffico commerciale internazionale. L’attacco degli Houthi a un Eurofighter italiano in Arabia Saudita ha acceso le preoccupazioni per la presenza italiana nella regione, con le opposizioni che temono un coinvolgimento maggiore nel conflitto.
Un attacco che non va sottovalutato
L’episodio ha avuto luogo nella base aerea saudita di Ta’if, dove un caccia italiano è stato colpito senza coinvolgimento di militari. Il ministro ha precisato che non ci sono danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano. Tuttavia, l’attacco è visto come un messaggio chiaro da parte degli Houthi, che mirano a destabilizzare la regione. L’incidente ha suscitato preoccupazioni tra i leader regionali e ha spinto il governo italiano a valutare ulteriori misure di protezione.
La missione Aspides non è sufficiente per garantire la sicurezza
La missione Aspides, attiva da tre anni, ha visto il coinvolgimento iniziale di Paesi come Italia, Grecia, Germania e Francia. Tuttavia, con l’escalation nel mar Rosso, il dispositivo attuale è considerato insufficiente. Il ministro Crosetto ha quindi inviato una lettera all’alta rappresentante UE Kaja Kallas, chiedendo un sostegno europeo per la protezione della rotta marittima cruciale. L’obiettivo è evitare che il traffico commerciale venga interrotto, con conseguenze economiche gravi per l’Italia.
Un’alternativa rischiosa ma necessaria
Se l’UE non dovesse rispondere positivamente, il governo italiano potrebbe decidere di inviare ulteriori assetti, ma solo se i Paesi membri si dimostrano disponibili a condividere i costi. L’Italia spera in un contributo europeo, pur riconoscendo i rischi di partecipare a missioni come quelle in cui sta lavorando Riad per proteggere la navigazione marittima. Il principe bin Salman ha avviato consultazioni con Paesi come Egitto, Sudan, Gibuti e Somalia, mentre altri come Turchia e Qatar sono stati informati.
Il governo Meloni cerca equilibrio tra sicurezza e evitare escalation
Il governo Meloni ha sempre cercato di mantenere un equilibrio tra la protezione del commercio internazionale e l’evitare di escalation militari. Questo approccio si è rivelato cruciale quando ha rifiutato l’utilizzo della base di Sigonella per operazioni statunitensi contro l’Iran, causando tensioni con Trump. Ora, con l’attacco degli Houthi, il governo valuta se sia necessario aumentare la presenza italiana nella regione, ma solo se l’UE si dimostra disponibile a condividere i costi. La situazione rimane delicata, con l’Italia che cerca di mantenere un equilibrio tra la protezione dei propri interessi e la prevenzione di un coinvolgimento militare. La risposta dell’UE potrebbe arrivare entro la giornata di oggi, con un’azione che potrebbe influenzare non solo la sicurezza marittima, ma anche la politica estera italiana. L’Italia, in questo contesto, si trova a dover scegliere tra la protezione dei propri interessi e la ricerca di un equilibrio stabile nel Medio Oriente.
