Trump espelle Cnn, Politico e MsNow dalla Casa Bianca: “Altri media falsi saranno esclusi”
Trump espelle Cnn, Politico e MsNow dalla Casa Bianca, accusandoli di diffondere fake news. La decisione ha suscitato reazioni e preoccupazioni.
Donald Trump ha annunciato in serata l’espulsione di Cnn, Politico e MsNow dalla Casa Bianca, definendoli “diffusori di fake news” e minacciando di estendere la misura a altri organi di informazione. La decisione, che l’Associated Press ha definito “una sfida al primo emendamento”, è arrivata dopo mesi di attacchi e tensioni con i media non allineati alla sua agenda. Il presidente ha scritto su Truth che “questi outlet non dovrebbero continuare a scrivere o riportare costantemente invenzioni e bugie quando seguono il Presidente degli Stati Uniti, la sua Amministrazione o gli Stati Uniti d’America”. Trump ha anche specificato che “altri diffusori di fake news” riceveranno lo stesso trattamento.
Un’altra mossa contro i media “ostili”
La decisione di Trump rappresenta l’ultima mossa in una lunga serie di azioni mirate a escludere i media considerati “ostili” dalla sua amministrazione. Dopo quasi due anni di invettive, denunce e insulti sui social, il presidente ha deciso di prendere una posizione più radicale. Tra le testate colpite, si trovano Cnn, Politico e MsNow, che sono state accusate di diffondere notizie false e di non rispettare la sua visione della realtà. Il presidente ha anche attaccato la Cnn definendola “inguardabile” e “sull’orlo del fallimento”, e ha criticato MsNow per il cambio di nome da Msnbc a causa della mancanza di ascolti e credibilità. Politico, invece, è stato definito “il recipiente di un illegale e ridicolo abbonamento da 8 milioni di dollari” sottoscritto da un governo di Joe Biden.
Trump ha inoltre avviato battaglie legali di alto profilo contro importanti testate, tra cui il New York Times, il Wall Street Journal, la stessa Cnn, ABC News e la BBC. L’attacco non si limita alle accuse, ma include anche regolamenti per limitare la possibilità dei giornalisti di raccogliere e diffondere informazioni sensibili, un provvedimento che ha provocato l’abbandono in massa da parte delle testate giornalistiche. Un giudice federale ha stabilito che tale politica era incostituzionale, ma la sala stampa del Pentagono è ancora vuota.
Un’escalation di tensioni
Non è la prima volta che Trump si scaglia contro i media. Dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente ha introdotto una “new media chair” nella sala stampa, una postazione dedicata ai nuovi media selezionati dalla portavoce, che sono di solito siti, blogger o piccoli giornali vicini ai repubblicani. L’amministrazione ha anche creato un regolamento per limitare la possibilità dei giornalisti di raccogliere e diffondere informazioni sensibili, un provvedimento che ha provocato l’abbandono in massa da parte delle testate giornalistiche.
Il giornalista della Cnn Brian Stelter ha dichiarato che “al momento non ci sono indicazioni” che la minaccia si concretizzi, sottolineando che la testata “continua a lavorare come sempre”. Tuttavia, la decisione di Trump ha suscitato preoccupazioni e dibattiti su come possa influire sulla libertà di stampa e sulla trasparenza delle informazioni. Mentre il presidente minaccia ulteriori azioni, il dibattito su come gestire le relazioni tra potere e media si intensifica.
La decisione di Trump rappresenta un ulteriore passo nella sua campagna contro i media non allineati. Il presidente ha anche minacciato che altri organi di informazione “che diffondono fake news” rischiano di essere silurati. La sua posizione è chiara: i media non dovrebbero poter scrivere o riferire costantemente invenzioni e bugie quando trattano del presidente degli Stati Uniti, dell’amministrazione Trump o degli Stati Uniti d’America.
