L’intelligenza artificiale non è un tecnologia neutrale, il dibattito a Roma tra esperti e politici

L’intelligenza artificiale non è un tecnologia neutrale, dibattito a Roma tra esperti e politici su impatto sociale, militare e regolamentazione.

Dibattito a Roma su impatto dell’intelligenza artificiale, esperti e politici discutono rischi e opportunità
Dibattito a Roma su impatto dell’intelligenza artificiale, esperti e politici discutono rischi e opportunità

L’intelligenza artificiale non è un tecnologia neutrale, ma un strumento che riflette e amplifica le dinamiche sociali, economiche e politiche in cui è immersa. A Roma, durante la festa di Avs, esperti e politici hanno dibattuto sul presente e il futuro dell’IA, mettendo in luce i rischi e le opportunità di questa tecnologia. L’argomento è stato affrontato da Giorgio Marasà, direttore di Affaritaliani, e Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, in un panel intitolato “AI: umano resta al comando!”.

La tecnologia non è neutrale, ma specchio della realtà

Marasà ha sottolineato come l’intelligenza artificiale non sia un’entità neutra, ma un riflesso della società in cui è sviluppata. “La tecnologia è lo specchio della realtà, e l’IA riproduce in toto quello che viviamo”, ha detto. Secondo lui, non è sufficiente regolamentare l’uso dell’IA, ma è necessario capire come ricostruire un sistema diverso, democratico e pubblico, in grado di controllare l’evoluzione tecnologica. “L’Europa ha tappato i buchi, ma non ha costruito una barca nuova”, ha aggiunto, riferendosi al dibattito sulla regolamentazione dell’IA.

La regolamentazione non basta, serve coraggio e visione strategica

Marasà ha anche parlato del rischio di un uso militare autonomo dell’IA, sottolineando come la guerra tecnologica sia in atto e coinvolga l’approvvigionamento e lo sviluppo di nuove tecnologie. “Non dobbiamo sfuggire da questo passaggio: è in corso vicino a noi una guerra tecnologica”, ha detto. L’IA, inoltre, potrebbe ridurre drasticamente il tempo di decisione umano in contesti di guerra, aumentando i rischi di errori o decisioni non etiche. “L’IA ha un impatto paragonabile alla bomba atomica”, ha affermato, mettendo in luce la gravità del tema.

La tecnologia in mano a pochi, il rischio di concentrazione del potere

Cancellato ha sottolineato come l’IA sia in mano a pochi uomini, che gestiscono migliaia di data center e influenzano il futuro dell’umanità. “Se chiedi a Chat o Grok una soluzione a un problema, non ti dice la verità, ma la sua verità”, ha detto, sottolineando come l’IA rifletta le scelte e i valori delle aziende che la sviluppano. L’IA, inoltre, è un processo estremamente energivoro, che contribuisce alla crisi climatica e al consumo di risorse non sostenibili. “Stiamo creando una situazione che aggrava un’altra emergenza”, ha affermato.

Chi detiene il potere? Il rischio di un’industria strategica non autonoma

Marasà ha anche parlato del rischio di un’industria strategica non autonoma, sottolineando come l’Europa, pur avendo fatto passi avanti con l’IA Act, non abbia ancora una visione strategica completa. “L’Europa si è dimostrata a singhiozzi coraggiosa, ma su altri punti è stata sballata e fuori dalla fase strategica”, ha detto. L’IA, inoltre, potrebbe ridurre gli ostacoli che formano l’uomo, ma amplificarli, come nel caso delle relazioni personali e del lavoro. “Non so se ce la sta togliendo l’AI, ma sicuro lo sta amplificando”, ha affermato.

Il dibattito ha anche toccato il tema della democrazia e del controllo del potere. “L’IA non è buona o cattiva, ma chi ne controlla lo sviluppo e a quali fini lo orienta è cruciale”, ha detto Cancellato. L’esperienza di Internet, che ha reso l’informazione più accessibile ma ha concentrato il potere in poche mani, è un esempio di come la tecnologia possa influenzare la società. “Oggi ci ritroviamo con social che hanno un unico padrone: Elon Musk”, ha detto Cancellato, mettendo in luce il rischio di concentrazione del potere. Il dibattito ha concluso con un appello a una visione strategica e a un coraggio politico, necessari per affrontare i rischi dell’IA e per costruire un sistema diverso, democratico e sostenibile. L’IA, in conclusione, non è un’entità neutra, ma un riflesso della società in cui è immersa, e il suo impatto potrebbe essere determinante per il futuro dell’umanità.