Iran, governo raddoppia prezzo benzina e annuncia misure per gestire crisi carburanti
Iran aumenta prezzo benzina a 10.000 toman al litro, governo annuncia misure per gestire crisi carburanti

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L’Iran ha raddoppiato il prezzo della benzina venduta al di fuori delle quote sussidiate, portandolo a 10.000 toman al litro a partire dall’alba di martedì, come annunciato dal governo. La misura, che entra in vigore in un contesto di grave crisi dei carburanti aggravata dalla guerra e dal blocco navale americano, è stata resa nota attraverso un comunicato ufficiale. L’aumento, che colpisce i consumatori non beneficiari delle quote mensili sussidiate, segue una serie di provvedimenti adottati per gestire la situazione di tensione sul mercato energetico. Il governo ha spiegato che i ricavi derivanti dall’aumento saranno destinati a sostenere il costo della vita della popolazione.
Politiche di comunicazione e gestione dei consumi
Il presidente Masoud Pezeshkian ha presieduto una riunione di governo sulla gestione dei consumi di carburante poco prima dell’annuncio, richiedendo che tutte le fasi decisionali fossero accompagnate da un piano di comunicazione “preciso e trasparente”. L’obiettivo è garantire una informazione chiara ai cittadini, in un momento in cui la situazione economica e energetica del Paese si fa sempre più complessa. Inoltre, Pezeshkian ha annunciato di incontrare personalmente i rappresentanti delle associazioni degli autisti di camion, dei tassisti e delle piattaforme di trasporto online per illustrare le nuove politiche e discutere le loro preoccupazioni.
Relazioni internazionali e negoziati
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha sottolineato che il negoziato è uno strumento per salvaguardare gli interessi del Paese. Durante una conferenza stampa settimanale, ha spiegato che il ministero degli Esteri segue le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e sostiene le forze armate. Baghaei ha criticato la bozza di risoluzione presentata da Stati Uniti e paesi europei contro Teheran, definendola basata su un rapporto “politicizzato”. Ha giudicato “illogico” che gli europei spingano per una risoluzione delle Nazioni Unite contro l’Iran mentre “la guerra imposta” rende difficile l’accesso agli impianti nucleari.
Baghaei ha anche ribadito che Teheran reagirà qualora l’organo di controllo nucleare dell’ONU adottasse una risoluzione contro il Paese. Inoltre, ha spiegato che il negoziato tra Iran e Oman è focalizzato su un accordo per designare una “rotta temporanea” per garantire la sicurezza del traffico nel Golfo di Persia. Una delegazione qatariota ha visitato Teheran ieri per contribuire a ridurre l’escalation. Il portavoce ha affermato che il Paese prenderà ogni azione necessaria per far fronte all’attacco recente di un’unità navale iraniana da parte di Kiev.
La misura dell’aumento del prezzo della benzina rappresenta l’ultima azione del governo per gestire la crisi dei carburanti, che si aggrava a causa della guerra e del blocco navale americano. La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha spiegato che il prezzo della benzina acquistata con le carte delle stazioni di servizio salirà da 5.000 a 10.000 toman al litro, mentre le quote mensili sussidiate resteranno invariate. I proprietari di auto ricevono 60 litri al mese a 1.500 toman al litro, seguiti da una seconda quota di 50 litri a 3.000 toman. Oltre tali limiti, i consumatori devono ricorrere alle carte delle stazioni al prezzo più elevato.
