La sfida di Berlino dopo la vittoria dell’AfD: corsa a quattro per il potere
Elezioni in Berlino: corsa a quattro tra Cdu, Linke, AfD e Verdi dopo la vittoria dell’AfD in Sassonia.

Il 20 settembre circa 2,5 milioni di elettori berlinesi voteranno per rinnovare la Camera dei deputati della capitale, in una delle consultazioni più incerte della storia recente della città. Dopo la vittoria senza precedenti dell’AfD in Sassonia-Anhalt, il partito punta a sfruttare il malcontento su sicurezza, immigrazione e costo della vita anche a Berlino. La corsa è tra Cdu, Linke, AfD e Verdi, con i primi tre racchiusi in appena tre punti, mentre la Spd rischia il peggior risultato mai registrato nel suo storico feudo. I sondaggi assegnano alla Cdu il 21%, seguita dalla Linke al 19%, con AfD e Verdi appaiati al 18%, mentre la Spd precipita all’11%, nuovo minimo nei sondaggi.
La Linke e la crisi abitativa
La Linke si presenta come difensore degli inquilini in una città che ha guadagnato circa 500 mila abitanti in trent’anni e conta ormai quasi quattro milioni di residenti. Gli affitti in aumento e la difficoltà di trovare un’abitazione hanno consentito al partito di allargare i consensi anche nei quartieri occidentali della capitale. La principale sfidante è Elif Eralp, candidata della Linke, che ha messo la crisi abitativa al centro della campagna. Il partito chiede l’esproprio dei grandi gruppi immobiliari accusati di alimentare la speculazione e si presenta come il difensore degli inquilini.
La crisi abitativa ha spinto molti elettori a cercare alternative al sistema tradizionale. La Linke, con il suo impegno per i diritti degli inquilini, ha trovato un terreno fertile in una città dove il costo della vita è in continuo aumento. La sua campagna si concentra soprattutto su temi concreti, come l’accesso a un’abitazione dignitosa e la lotta contro la speculazione immobiliare.
La Cdu e la difesa del primo posto
La Cdu punta soprattutto sulla sicurezza, sul controllo dell’immigrazione e su una politica dei trasporti più favorevole alle automobili, cercando di difendere il primo posto conquistato nel 2023 dopo oltre vent’anni. La principale sfidante è Elif Eralp, candidata della Linke, che ha messo la crisi abitativa al centro della campagna. Il partito chiede l’esproprio dei grandi gruppi immobiliari accusati di alimentare la speculazione e si presenta come il difensore degli inquilini in una città che ha guadagnato circa 500 mila abitanti in trent’anni e conta ormai quasi quattro milioni di residenti.
La Cdu cerca di mantenere il controllo su temi chiave come sicurezza e mobilità. La sua strategia si basa su una combinazione di misure concrete e una forte presenza istituzionale. Tuttavia, la mancanza di un leader chiaro e la crisi interna al partito potrebbero influire negativamente sui suoi risultati. Se la Cdu arrivasse prima, lo scenario più plausibile sarebbe un’alleanza con Verdi e Spd. Una vittoria della Linke potrebbe invece riportare al governo la coalizione rosso-rosso-verde con socialdemocratici ed ecologisti. La formazione del nuovo esecutivo potrebbe quindi richiedere settimane di negoziati. Il voto avrà anche alcune caratteristiche inedite: per la prima volta i sedicenni e i diciassettenni potranno partecipare alle elezioni per la Camera dei deputati.
Il risultato avrà infine un significato nazionale. Dopo il 43,8% conquistato dall’AfD in Sassonia-Anhalt e il crollo della Cdu, Berlino rappresenta un nuovo test per il cancelliere Friedrich Merz e per la tenuta dei partiti tradizionali. Il voto suppletivo non ha fatto ripartire la legislatura da zero, rendendo necessarie nuove elezioni già nel 2026.
