Il governo propone un sistema di sorveglianza biometrica senza controllo esterno
Il governo propone un sistema di sorveglianza biometrica senza controllo esterno, suscitando preoccupazioni per i diritti fondamentali.

Il governo italiano propone un sistema di sorveglianza biometrica che potrebbe ridurre il controllo esterno sull’utilizzo dei dati personali, suscitando preoccupazioni per i diritti fondamentali dei cittadini. Il provvedimento, che recepisce un regolamento europeo del 2024, amplia i poteri della polizia grazie all’intelligenza artificiale, permettendo l’uso di dati biometrici senza l’autorizzazione di un’autorità esterna. L’accelerazione nell’iter di approvazione ha suscitato critiche, con le opposizioni che temono una normalizzazione della sorveglianza di massa.
Un sistema di sorveglianza in tempo reale
Il provvedimento, che dovrà passare attraverso la commissione Giustizia e affari costituzionali di Montecitorio, prevede l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per l’identificazione biometrica remota in tempo reale in luoghi pubblici o aperti al pubblico. L’articolo 8 del testo disciplina le condizioni per l’uso di tali sistemi, permettendo ai poliziotti di autorizzare l’utilizzo dei dati biometrici senza l’ok del giudice per le indagini. Questo potrebbe ridurre i tempi di reazione, ma solleva interrogativi su come vengono gestiti i dati e chi li controlla. Il rischio di una sorveglianza biometrica di massa è stato sottolineato anche dal Garante per la Privacy, che ha espresso preoccupazioni per la mancanza di coerenza con le normative europee. L’autorità ha richiesto di coinvolgere la stessa Authority negli spazi di sperimentazione normativa che comportino trattamenti di dati personali, evitando raccolte massive e preventive di dati. Tali istanze, tuttavia, non sono ancora state accolte.
Un’accelerazione senza dibattito
L’iter del provvedimento ha visto un’accelerazione inaspettata, con il primo sì nella commissione Affari europei di Palazzo Madama, nonostante le proteste della minoranza che ha segnalato l’assenza di dibattito e audizioni. L’indiscrezione di una “volontà di palazzo Chigi” suggerisce che il governo vuole portare il provvedimento in fretta, senza attendere un confronto approfondito. L’obiettivo è di rendere più veloce la risposta alle minacce, ma a scapito della trasparenza e del controllo democratico.
Il provvedimento, se approvato, potrebbe rappresentare un passo significativo verso una sorveglianza biometrica di massa, con conseguenze profonde per la privacy e i diritti fondamentali. Le opposizioni, però, continuano a sollecitare un dibattito pubblico e un confronto con le istituzioni europee, per garantire che i diritti dei cittadini siano tutelati. Le opposizioni temono che il provvedimento possa portare alla creazione di un “schedario” di persone, a prescindere dal loro stato giudiziario. L’uso di tecnologie di riconoscimento facciale, integrate con l’intelligenza artificiale, potrebbe normalizzare la sorveglianza di massa, con conseguenze per la privacy. Non sappiamo neanche quali tecnologie verranno usate, chi le produrrà.
