La Germania punta sulla difesa spaziale: collaborazione con Canada e indipendenza industriale
La Germania rafforza la sua strategia spaziale con collaborazioni internazionali e un piano per ridurre la dipendenza dalle multinazionali.

Il ministro tedesco della Difesa, Boris Pistorius, ha sottolineato l’importanza strategica della difesa spaziale durante una visita a Oberkochen, dove ha inaugurato un nuovo stabilimento dell’azienda Hensoldt. La sua strategia si basa su una collaborazione europea e canadese, ma anche su una maggiore autonomia industriale, in vista di una crescente dipendenza da satelliti per la sicurezza militare. Attualmente, solo 11 nazioni hanno la capacità di lanciare satelliti, e tra queste poche sono alleate della Germania.
La collaborazione con Canada e l’espansione dei siti di lancio
La Bundeswehr ha stanziato 35 miliardi di euro per sviluppare costellazioni satellitari, come Spock 1 e Spock 2, e SatcomBw 4. Questo implica una forte richiesta di razzi e capacità di lancio. Isar Aerospace, azienda bavarese, sta costruendo una nuova rampa di lancio in Canada, che sarà operativa nel 2028. Pistorius ha sottolineato che la Germania sta valutando la realizzazione di un sito di lancio dedicato alle forze armate, per evitare di dipendere da liste d’attesa di lanci commerciali. La collaborazione con i partner NATO, come Canada, Francia, Regno Unito e Norvegia, è cruciale per garantire una rete satellitare sicura e funzionale. Questo approccio congiunto mira a ridurre i rischi per la continuità operativa e a migliorare la capacità di reazione rapida sul campo di battaglia.
La sfida industriale e l’indipendenza dalle multinazionali
La strategia tedesca mira a ridurre la dipendenza dalle grandi multinazionali e dagli Stati Uniti. Pistorius ha chiarito che “non esiste comunicazione sicura per le nostre forze armate senza satelliti nello spazio”, e che la ricognizione satellitare è essenziale per supportare decisioni rapide. Per questo motivo, la Germania sta investendo in aziende locali e in collaborazioni con start-up, come quelle presenti nell’incubatore di Erding e nel centro per le innovazioni di Kiel.
Isar Aerospace, con il razzo Spectrum, sta cercando di soddisfare le esigenze militari, che rappresentano ormai il 70% dei lanci. Tuttavia, il progetto ha riscontrato ritardi, con il quinto tentativo di lancio programmato per agosto. La concorrente RFA, con il RFA One, potrebbe anticipare il lancio da SaxaVord. Nonostante i ritardi, l’amministratore delegato di Isar Aerospace, Daniel Metzler, ha espresso ottimismo.
La visione futura e la costruzione di un’industria spaziale tedesca
La Bundeswehr sta cercando di costruire un’industria spaziale autonoma, con la produzione a pieno regime di razzi che potrebbe iniziare solo dopo un lancio di successo. Il trasloco a Parsdorf, dove Isar Aerospace espanderà la produzione a 40 razzi all’anno a partire dal 2030, rappresenta un passo importante. L’azienda mira a produrre internamente oltre il 90% dei componenti, creando il più grande impianto europeo per la produzione di veicoli di lancio. La strategia tedesca, quindi, punta a un equilibrio tra collaborazione internazionale e indipendenza industriale, con l’obiettivo di garantire una rete satellitare sicura e una capacità di lancio autonoma, anche in un contesto globale in cui solo pochi Paesi possiedono le tecnologie necessarie.
